Quindi o si riformano nella testa o la loro battaglia sarà la solita campanilistica pretesa che "Perché Mazara sì e noi no?"

 






  A volte tornano. Erano già tornati quasi un anno fa sotto la guisa di una lista civica, Castelvetrano rinasce.

    Poi sono (ri)tornati a Settembre scorso, poi ri-ritornati a Novembre e adesso ri-ri-ritornano per tenere caldo il ricordo del loro "coraggio" a "metterci la faccia"  e il ricordo dei loro totali fallimenti in difesa dell'ospedale di Castelvetrano. 

Fallimenti che, naturalmente, non sono colpa di questi personaggi in vista che si spendono, generosamente, per il bene della comunità, ma dei castelvetranesi "apatici" e "menefreghisti". Come dire: "I castelvetranesi non ci meritano."


Ritornano con un piano vincente? Hanno trovato la chiave del castello Regione Sicilia? Quale strategia si inventeranno stavolta i gorgogliosi "belicini". Adesso, ma anche prima, hanno il governo della città, la loro destra che amministra sia Castelvetrano che la Sicilia: non possono fallire!     Cambiano il legittimo piano di riforma sanitaria in vigore e ne approvano uno che faccia dell'ospedale V. Emanuele un hub ( com'è trendy "hub"! Anche l'on. Catania parla di "hub" energetico!) sanitario. Ed è fatta!!! 



    Insomma, se riescono a combattere efficacemente ciò che i loro stessi partiti vogliono
per la Sicilia (distruggere la sanità pubblica a favore della privata) riusciranno nel loro intento. 


Calcara, come quel giovane cinese a Piazza Tienanmen che si mise davanti
al carrarmato per impedirne l'avanzata, si siede "dietro" il camion dei trasporti
parcheggiato per impedire che traslochi il reparto di pediatria


    Dubito che possano concludere qualcosa di buono anche questa volta.

    Avrebbero dovuto e potuto scegliere questa strada già sei anni fa (come passa il tempo, invano!): già allora tutte le persone adulte sapevano che un piano sanitario legittimamente approvato dal sommo potere legislativo si cambia facendone approvare uno diverso. 


    Invece no! Inutili rituali acchiappa-gonzi, raccolte firme e ridicole minacce di bruciare la tessera elettorale. Minacce finte, peraltro! Alle successive votazioni tutti andarono a riprendersi la tessere, nonostante la Regione continuasse nella sua opera di distruzione del ospedale pubblico. In questo episodio delle tessere riconsegnate - perché non stracciate o bruciate? Sarebbe stato di maggior effetto, no? 

C'è un che di folle, un che di codardia, pigrizia mentale: fare un duplicato di tessera costa cinque minuti al comune. Le hanno conservate e restituite formalmente subito prima di una votazione. Ridicolo e, peggio, inutile.

 In realtà i miei dubbi sono solo un artificio del discorso, sono certezze nella testa.


Era così difficile essere certi che una raccolta di firme (duemila la prima volta) non avrebbe riportato i reparti eliminati?

Come non essere certi, allora, che una seconda raccolta di firme, per giunta mandate alla persona sbagliata, Mattarella, non sarebbe servita a niente? 


"Sergio, - così si rivolgeva a lui il suo ex alunno universitario - tu che sei siciliano e Presidente della Repubblica, perché non bacchetti il presidente della regione siciliana Musumeci che ha fatto un piano sanitario sfavorevole a Castelvetrano? Per favore diglielo tu di smettere di togliere reparti al nostro ospedale!" Gli avrà risposto? Non si è saputo niente né delle firme (10.000 la seconda volta) né della risposta di Sergio. Gli avrà risposto: "Caro Franco, sono solo il Presidente della Repubblica!"

La certezza c'era anche sei anni fa: questi signori che fanno "battaglie" per l'ospedale di Castelvetrano sono politici o politicamente di destra così come sono di destra quelli che stanno smantellando la sanità pubblica, incluso il              V. Emanuele nostro. 


sospiri, pianti ed alti lai 


Quindi o si riformano nella testa o la loro battaglia sarà la solita campanilistica pretesa che "Perché Mazara sì e noi no?"

Infatti loro non si battono per l'assistenza sanitaria per tutti, ma solo per un reparto in più a Castelvetrano.


C'è solo da sperare che cambi il copione: ogni volta che sono scesi in campo a difesa dell'ospedale, un reparto veniva svuotato per darlo a Mazara o Marsala. 

Mi dispiace dirlo, ma non è inconcepibile che dovremo contentarci di tenere ciò che è rimasto e fors'anche cominciare a pensare a una struttura più adatta a un piccolo ospedale e meno costosa. 

Su una cosa avevano ragione gli orgogliosi: è colpa della politica. È colpa della politica che gli stessi orgogliosi votano, salvo contestarla, occasionalmente, per ragioni di becero campanilismo, non perché a loro interessi alcunché della sanità per tutti. L'importante è che le nostre campane suonino più forti di quelle di Mazara.  

Un'ultima speranza potrebbe essere Cateno De Luca. Lui fa pellegrinaggi in ginocchio alle varie Madonne per implementare le sue politiche.



Gli orgogliosi, come tanti "cateni", potrebbero recarsi ginocchioni,  magari, a Santa Rita alla Sanità. Chissà che non possa intercedere presso il Principe di Castelvetrano, a cui uno degli orgogliosi stessi ha blasfemamente associato la povera santa, che mai si sarebbe sognata né avrebbe voluto sfilare con i cortigiani di un Principe, per di più ancora di là da venire? 


Ma la politica sono loro.

Tutto quadra. 

Tutto tranne il tempo che, da quando è nato il comitato, che ho perso a scrivere della loro attività, del niente, cioè. Anni di inconcludenza, loro e mia.



Questi sono alcuni link.



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