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La farsa della falsa sinistra e il referendum sulla cannabis

Non credo che gli Italiani, per quanto destrorsi, meritino una sinistra imbelle e falsa che la cosa più rivoluzionaria che sa fare è proporre un inutile referendum sulla legalizzazione della cannabis insieme con Elio Vito di Forza Italia.
Citatemi i referendum, a parte quelli del divorzio o dell'aborto di quarant'anni fa, che
1. abbiano raggiunto il quorum,
2. abbiano vincolato in un qualsiasi modo il potere legislativo ( vi ricordate il referendum sull'acqua di 10 anni fa?, E quello sul finanziamento ai partiti?),
3. non siano stati delle inutili e costose passerelle per politici in cerca di visibilità che fanno finta di darsi da fare - somigliano agli impiegati della Regione siciliana che leggono i giornali o si fanno il solitario in ufficio, ma quando escono fuori in corridoio, corrono come a New York e, sempre, con un fascicolo sotto l'ascella.  
Una sinistra codarda, prudente, falsa che ci propone, come se fosse una cosa rivoluzionaria, quello stesso referendum che sostiene Elio Vito di Forza Italia, lui, sì, a suo modo rivoluzionario, non si può digerire proprio. 


 

Un referendum non rimpolperà il parlamento con la sinistra che manca per l'approvazione di una legge sulla cannabis, neanche nel 2023.
Un referendum è solo perdita di tempo per i cittadini, come negli ultimi 40 anni.
Si dovrebbero fare tutte le cose possibili e utili non un referendum inutile. Trovare alleati per la battaglia della legalizzazione, impegnarsi in un tour di informazione e sensibilizzazione lungo tutto lo stivale. Studiare ed elaborare delle proposte di legge che abbiano la possibilità di essere approvate adesso o alla prossima legislatura.
Ma queste sono delle indicazioni generiche e assolutamente insufficienti che io dò nella speranza che i miei suggerimenti colpiscano le orecchie di politici che vogliano fare i politici, l'attenzione di persone che, proponendosi come attori politici, dovrebbero avere, se non la soluzione in tasca, almeno la competenza e le idee per guidare delle battaglie di popolo. 


 

Se io sapessi come fare mi proporrei in politica. E mi sembra il minimo che questi che hanno il coraggio o la faccia tosta di proporsi sappiano o abbiano un'idea di come fare.
Ormai un referendum è uno strumento assolutamente squalificato. Le uniche e le ultime volte che i referendum ebbero una valenza sociale grandissima e costituirono una grande vittoria nella lotta per i diritti civili furono i referendum del 74 e dell'81, divorzio e aborto.
Quarant'anni fa. Da allora l'istituto del referendum si è piano piano degradato a strumento di politici come arma di distrazione di massa. Da anni e nella maggioranza dei casi non si riesce nemmeno a raggiungere il quorum necessario per la validità. E da anni il risultato dei referendum sembra non vincolare affatto i politici. Una cosa inutile è diventato, insomma.
Io sono un soldato, voglio straesagerare, in cerca di un generale. Ma non ho bisogno di un generale che chieda a me come fare. Questa dei politici che pagano sondaggi per sapere cosa pensa la gente in modo da adeguarsi ai desiderata del volgo è una capitolazione della politica introdotta, non a caso, da Berlusconi. Da allora tutti lo fanno. Tutti cominciarono a fare ciò che la politica non dovrebbe mai fare: chiedere al popolo cosa fare. Comodo.
Ecco, se ancora avete bisogno di sondare una risposta sulla vostra proposta di legalizzazione della cannabis, fateci risparmiare le centinaia di milioni di euro che costa un referendum e pagatevi un sondaggio. Fate prima e non mettete le mani nelle nostre tasche.


 

 È un errore politico grandissimo il referendum. È la non soluzione ideale per chi non sa affrontare un problema. Figurarsi se il referendum, che peraltro è solo abrogativo e non propositivo, possa cambiare una minchia dello status quo! Il referendum è la cosa più scema che una forza di sinistra possa fare. Lasciateli ai Mattei i referendum per gli allocchi. Ma la vita e, soprattutto, la politica niente vi ha insegnato? Un referendum? Ma siete diventati matti? Per fare che? Per ottenere che? Cosa cambierebbe un referendum, ammesso e non concesso che superi il quorum richiesto, nell'attuale legislazione. 

Cercavo un possibile e affidabile riferimento per le mie posizioni di sinistra, mi era sembrato di averlo individuato in forze come Possibile o politici come Fratoianni o Civati, una specie di piccola (troppo piccola?) oasi nel deserto della sinistra in Italia. 

Invece capisco che siete piccoli perché non potreste essere altro. Perché piccole sono le vostre soluzioni e inefficaci a colpo d'occhio. Non sono un fan dei M5S e anche la loro, sia pur meritoria, battaglia per la legalizzazione della cannabis terapeutica mi sembra di una cautela e di un'ipocrisia inaccettabili. Non ci sono due cannabis, una terapeutica e una ricreativa. È tutta una cosa. E non solo è indicata in molti stati patologici ma, come strumento ricreativo, non ha mai provocato alcun morto. 50 mila morti all'anno l'alcol e il doppio il tabacco. In America in 36 stati la cannabis è legale per uso terapeutico. In 18 stati è legalizzato l'uso ricreativo della cannabis.

 

Con la vostra proposta di referendum vi collochereste tra i democratici americani titubanti. Ma perché costa così tanto intestarsi coraggiosamente e senza tentennamenti una battaglia di sinistra che in America, dove la maggior parte degli stati sono repubblicani, anche i centristi si intestano? Purtroppo in Italia non è mai mancata una sinistra esitante e succube di "quel che pensa la gente". Vi volete contare con un referendum? Sarà una debacle. Una volta era la politica a guidare le masse, adesso stralunati politicanti chiedono al popolo cosa bisogna fare. Loro, i politicanti, non sanno neanche cosa pensare, di niente. Patetico.
Ve lo scordate un mio voto se fate un referendum sulla cannabis. I tempi sono maturi per trovare alleanze e fare vere e proprie proposte di legge o altro di significativo. Non è più tempo di perdite di tempo inutili.
 




Se se ne hanno le capacità il "referendum" bisogna farlo tra i parlamentari, per trovare degli alleati per l'approvazione in Parlamento di una legge che legalizzi la canapa.
Non dovrebbe essere impossibile convincere i destrorsi nostrani, che aspettano sempre che l'America dia il La, che la legalizzazione della canapa non conviene solo ai cittadini per le sue proprietà terapeutiche e ricreative e per la sua innocuità - mai nessuno è morto di cannabis contro i 40.000 e 80.000 per alcol e tabacco -, ma conviene, anche di più, alle corporation. Da anni le multinazionali del tabacco e soggetti nuovi si sono attrezzati per la produzione e distribuzione legalizzata della cannabis. La coltivazione della cannabis per i vari usi ha rivivificato, quando non resuscitato, l'economia di quegli stati americani che hanno legalizzato. L'argomento profitto non dovrebbe lasciare insensibili le orecchie dei servi del padrone e i padroni credo abbiano già rizzato le orecchie, tanto che anche uno di Forza Italia come Elio Vito battaglia per la legalizzazione della cannabis. 

 
 

 

Se, poi, l'intento è quello di usare il referendum come una sorta di costoso sondaggio, allora, meglio dirlo che la politica, anche quella di sinistra, vuole abdicare al ruolo di guida ideale dei cittadini. In trent'anni il populismo di Berlusconi ha contagiato anche quella che si definisce sinistra. In mancanza di una qualsiasi idea di società, come ben si addice a un amorale come berlusconi, nessuno come lui ha usato il mezzo del sondaggio per farsi suggerire dalla pancia del popolo ciò che era "giusto" fare e adeguarsi o far finta.
Adesso, se anche la sinistra, che un'idea di società, un'idea di giustizia, un'idea di laicità dovrebbe avere, si mette pure lei a chiedere al popolo cosa fare siamo fritti, allora. E, fritti per fritti, fate un sondaggio. Vi costerebbe meno che a noi un referendum inutile.



Niente! Muto! Come sempre.

 
Siamo sotto ferragosto. La gente è distratta. Se poi ci si mette pure la Raggi con le idiozie assolute che dice si rischia di dimenticare che c'è il problema di un fascista impenitente, Durigon, al governo. 

  

Si rischia di dimenticare la gravità dell'atteggiamento di Draghi, che si occupa solo di soldi, di come preservare gli interessi della plutocrazia italiana e capisce niente di altro, ma ancora di più quello del Presidente della repubblica Mattarella, figlio di Bernardo, che muto rimane di fronte a qualsiasi scempio venga operato ai danni della costituzione antifascista. D'altronde rimane agli atti lo scempio che lui stesso  fece della costituzione.

Il presidente che ha rischiato l'impeachment per essersi rifiutato di nominare un ministro di tutto rispetto, uno studioso stimato e apprezzato, senza scheletri nell'armadio, solo perché la pensava in maniera politicamente diversa da lui. Non ci meravigliamo, quindi, più di tanto del suo silenzio di 

fronte alle affermazioni gravissime e anticostituzionali di Durigon! Muto era rimasto quando della costituzione faceva strame Salvini, quand'era ministro delle interiora, nulla quando la polizia di Gabrielli, adesso cooptato al governo, faceva la guardia del corpo del preculturale salvini, picchiando giornalisti e manifestanti pacifici, e entrava nelle case di privati senza averne l'autorità per far rimuovere striscioni appesi ai balconi che recitavano "Ama il prossimo tuo!". 

Niente. Muto, fedele all'adagio siciliano che "La megghiu parola è chidda c'un si dici!", al retaggio delle tre scimmie "Nenti sacciu, nenti vitti, nenti 'ntisi!". Persino Napolitano, il peggiore, sembra un gigante al confronto.


Il silenzio colpevole non è stato ancora rotto da quelli che dovrebbero farlo per il ruolo di garante e di capo del governo che svolgono.



 

Il garante della costituzione, nata antifascista, che vieta la ricostituzione del partito fascista, il fratello di una vittima di mafia non dovrebbe saltare sulla sedia quando un sottosegretario vuole togliere l'intitolazione a Falcone e Borsellino di un parco per dedicarlo a Arnaldo Mussolini?  

Non dovrebbe, in maniera privata o pubblica, assicurarsi che questo fascista venga allontanato dal governo, senza dargli neanche la possibilità di dimettersi?
Niente! Muto! Come sempre. L'unica volta che parlò fu per rifiutarsi di nominare ministro quel galantuomo di Savona. Gli è andata bene perché nessuno aveva le palle né la voglia di impeacharlo.
Draghi, magari, non capisce nemmeno di cosa si tratti.
A lui solo di soldi gli devi parlare!
Ma il garante della costituzione antifascista e fratello di una vittima della mafia ...?



Semel in quinquaginta anni licet insanire! Quelli che soffiano sul razzismo!

 

Certo, sono soddisfazioni! Oggi Lunedi, all'indomani della vittoria UEFA 2020, chiunque può sentirsi superiore agli Inglesi. Chiunque può impancarsi a giudice sul web e dirgliene di tutti i colori a questi "bastardi" che hanno per secoli dominato il mondo economicamente, commercialmente, culturalmente, linguisticamente, lasciando inevitabilmente scie di scontentezza, invidia, odio oltre che ammirazione.
Chiunque, da quelli che di Inglesi ne conoscono solo uno a quelli che non ne conoscono nessuno, può permettersi di chiamarli "incivili", barbari".
Oggi un leghista di merda italiano può, finalmente, consentirsi impunemente di definire razzisti gli inglesi.
Oggi, Lunedì postfinale UEFA, un fascista da fogna di fratelli d'italia può togliersi la soddisfazione di definire gli Inglesi, tutti, non sportivi e prendersela con la loro decisione di non stare in Europa, loro che assieme ai leghisti vorrebbero fare un referendum per uscirne. Un porco leghista, che con la bandiera italiana fino a ieri si puliva il culo, può tifare Italia e rimproverare gli Inglesi di scarso patriottismo europeo per avere voluto Brexit.


Ci sono anche, tra quelli che accusano gli inglesi di non sportività, quelli che si prendono burla di un bambino che gioisce o soffre per la sua squadra, l'Inghilterra: "Non ride più!" gongolano.
D'altronde "semel in quinquaginta anni licet insanire". Se non si impazzisce ogni cinquant'anni, alla conquista di un campionato europeo, quando?
Oggi è un'occasione imperdibile e che non si ripresenterà facilmente.
Approfittatene, finché siete in tempo.
Perché domani l'Inghilterra tornerà ad essere il Grande Paese con la tradizione di libertà e democrazia  che non ha pari nella storia e nel mondo, con la lingua più ricca e più usata nel mondo, quella che sono costretti a usare tutti gli studiosi e scienziati italiani per farsi conoscere.
Domani l'Italia ritornerà ad essere l'Italia di salvini, di renzi, di draghi e berlusconi e delle lotte dei reazionari contro leggi di semplice civiltà sulle quali l'Inghilterra ci ha dato sempre lezioni e senza bisogno di arrivare ai rigori.


 


Le generalizzazioni e le strumentalizzazioni non sono mai segno di intelligenza. Pensino, quelli che soffiano sul razzismo delle rivalità tra nazioni, a quel 49,9% di Inglesi che non vogliono Boris né brexit e a quei 56 milioni di Inglesi che ieri sera erano a casa loro, molti a gustarsi la partita, e non erano fuori dallo stadio di Wembley ad aspettare proprio nessuno.
Ci vuole sempre equilibrio nel giudizio e, soprattutto, misura. Quella misura che ti consente di contestualizzare gli episodi e di attribuirgli il giusto peso. Se dovessimo, da ogni episodio vergognoso che accade in Italia, ricavare una condanna generalizzata del popolo italiano, sono sicuro che ne usciremmo con le ossa rotte.
Se poi dovessimo essere giudicati da chi guida o chi ha guidato o guiderà il nostro paese, salvini cioè, be', non ci salveremmo.




"Noi ci abbiamo provato ma i poteri forti ce l'hanno impedito, i traditori ce l'hanno vietato!" commento a un post di Barbara Floridia.


 

 


Questo l'accorato lamento di Barbara Floridia del M5S

Barbara Floridia sarà una giovane nata e cresciuta alla politica al tempo dei nascenti "vaffanculo" grilloidi, il pagliaccio padrone non eletto di un partito. E, per questo, scambia ciò che desiderava lei, gli obiettivi suoi e di 1/4 degli italiani che li hanno seguiti con quelli della stragrande maggioranza degl'Italiani, che mai si sono sognati di sprecare tanta energia, con tanta ossessione, per populistiche lotte ai compensi dei parlamentari, come se davvero i parlamentari guadagnassero troppo, come se la causa dei nostri mali dipendesse dai quei quattro caffè all'anno che paghiamo per loro e non dall'evasione fiscale, da una tassazione squilibrata (solo i poveri pagano le tasse), dalla mafia che sembra nessuno abbia voglia di combattere, dai monopoli e dai cartelli delle grandi compagnie petrolifere, delle grandi aziende farmaceutiche, dai venditori di armi. 


 

E invece passeranno alla storia, i grillini, per avere abolito la prima conquista democratica, una giusta indennità a chi, volendo dire la sua in politica non aveva, però, i mezzi, quella di dare a tutti la possibilità, non solo ai ricchi, di partecipare alla politica con una giusta indennità, che loro, invece chiamano i "privilegi della casta". 

Non è un caso che chiedessero e sognano ancora un consenso unanime, il 100% degli Italiani. 



 

Non è un caso che a Castelvetrano il sindaco cinquestelle Alfano pensa di poter governare pur essendo in minoranza: pensa davvero anche lui che il suo concetto di bene della città sia l'unico possibile? 

Non capisce perché l'opposizione, la maggioranza, non sostengano l'opera virtuosa dei M5S, in minoranza, a meno di essere contro il bene comune!! E lui li "denuncerà ai cittadini che sapranno giudicare!" 

Che patologia è? Autismo politico? Incapacità di leggere la realtà sociale e politica? Non c'è mica bisogno di studiarlo a scuola che il 100% dei consensi non può, non è mai stato, non potrà esistere in democrazia? 

Solo nelle finte democrazie come Russia o Cina e nelle dittature esistono cifre simili! Neanche lì il 100% perché anche i dittatori hanno il ritegno di evitare di vincere al 100% che renderebbe altrimenti incredibile, più di quanto sarebbe comunque, il risultato. 



 

Disconnessione intellettiva? "Andremo avanti da soli. Non possiamo perdere la nostra identità!" Continueranno da soli, in minoranza. Come si fa a governare se si è in minoranza? La sindrome del generale Custer a Little Bighorn, un suicidio per la gloria eterna?

Quindi tutti quelli che Barbara Floridia si chiede dove siano finiti 

1. non ci sono mai stati il 70% degli italiani, non con lei! 

2. quelli che mancano all'appello sono i suoi accoliti grillini che durante il governo Salvini per metà hanno abbandonato il movimento per trasferirsi in luoghi più consoni al loro sentire fascista, con Salvini. Alle ultime amministrative il movimento ha raggiunto Renzi al fondo.

E certo capisco il lamento accorato di una grillina che pensava davvero che un'accozzaglia di provenienza la più varia, fascisti, comunisti, berlusconiani, piddini tutti scontenti, tutti insieme avrebbero potuto sortire una buona politica o un qualsiasi risultato. Deve essere scoraggiante, triste scoprire che non tutti pensano che il bene sia quello che predichi tu.

Ognuno ha la sua idea di bene, perché è così difficile capirlo? Perché è difficile capire che la democrazia e prima la politica sono, nella lotta per affermare il proprio punto di vista, il tentativo di trovare un compromesso tra le tante inevitabili posizioni presenti nella società? Perché è così difficile capire che quelli che hanno il prurito di imporre la propria idea di società sono dei fascisti in nuce, sono dei fanatici che credono di essere la verità?

Barbara Floridia, da due anni siete al governo, alla prova dei fatti e dopo due anni i danni del vostro governo con Salvini sono ancora tutti lì, compresi la metà degli elettori che ha fregato a voi, mentre di buono avete fatto solo il RdC e per giunta malissimo. Se siete al punto di chiedervi se avete sbagliato tutto, non può essere colpa mia che non vi ho votato, neanche di chi vi ha votato, deve necessariamente esserci qualche vostra responsabilità, qualche errore, da parte vostra che avevate il potere nelle mani.

Facile dare la colpa a generici e vaghi abbandoni e tradimenti di altri. Il vostro destino era nelle vostre mani e i lamenti accorati rivolgeteli a voi stessi. Solo voi siete la causa dei vostri mali.

La vostra ignoranza delle regole basilari della democrazia e della politica, ma anche dell'etica della responsabilità, vi ha portato a questo punto e, ancora, si rivela la vostra palla al piede. 

Infatti l'unica cosa che sapete fare è incolpare gli altri dei vostri, tutti vostri, insuccessi. Neanche un accenno di sana autocritica, non una ricerca di propri possibili errori. 

Tutti i partiti, ma anche gli individui, di fronte a un insuccesso, se non vogliono prendersi in giro, avviano una seria riflessione su se stessi, in modo da evitare che gli errori possano ripetersi all'infinito.

Il punto vero è che gli altri partiti sono veri partiti, non appendici padronali di Grillo e Casaleggio. Negli altri partiti c'è un segretario eletto che se fallisce viene sostituito, negli altri partiti c'è democrazia. Assente del tutto all'interno del movimento. Voi non siete in grado di sostituire i vostri capi neanche se si rivelano degli imbecilli. Come ci si può aspettare uno slancio verso la democrazia da un partito che non ne riconosce la validità per regolare le proprie questioni interne. Vi preparate a dire "noi ci abbiamo provato ma i poteri forti ce l'hanno impedito, i traditori ce l'hanno vietato!"? Non la beve nessuno.

Da chi fallisce dopo essersi proposto con gran forza e vaffanculo ci si aspetta delle scuse, almeno delle spiegazioni accettabili non sciocchezze da tredicenni della scuola media, non auto-assoluzioni ridicole:

"Beppe, forse non abbiamo sbagliato.
Forse stanno sbagliando gli altri.
Ancora una volta." Barbara Floridia

La vergogna non è lo stipendio di Tridico ma Tridico stesso.

 

 
 
Ecco cosa fanno con il caffè risparmiato con il taglio!
Da sinistra non si leva alcuna voce di indignazione! E come potrebbe se non esiste più una sinistra? Non ho intenzione di lasciare alla destra l'esclusiva dello sdegno per l'ennesimo "slurp" dei grillini dentro la scatoletta di tonno, che è diventata la casa della nuova Kasta dove si fa bisboccia come e più di prima. Si sono più che raddoppiati lo stipendio e con effetto retroattivo per cucuccio.
Non far sapere al contadino quanto è buono il formaggio con le pere!
Le repliche sarebbero da ridere se non ci fosse da piangere.
I grillini, che come bibbia riconoscono solo il Fatto e il blog delle stelle, quelli che sanno leggere, o si affidano su FB a sconosciuti e fanatici mauro severino che sostengono che Tridico è sotto attacco perché è bravo e grillino e "dà fastidio". C'eravamo accorti che è stato voluto e portato alto come una bandiera dai grillini, ma non che fosse bravo. Finora è stato una frana. 
 

 
 
Vorrei evitare di trascrivervi certi commenti sotto la difesa d'ufficio che costui fa di Tridico, ma non si capirebbe di cosa si parla.
 
- Giuseppa Italiano: Tutto ciò che riguarda il M5S e tutto quello che di buono fa da fastidio a questi politici collusi e corrotti !
 
- Pino Cappelletti: Continuano gli attacchi dei media..gratuiti come sempre
 
- Melania Morelli: Io non ci ho creduto e come sempre sono andata a verificare, tutti i giornali riportavano le stesse schifose menzogne, mancava solo il Fatto quotidiano , però non ci ho creduto, poi la smentita Miserabili
 
- Letizia Malavolta: Io mi fido di Tredici, non credo alle stronzate che scrivono i giornali
 
Questa Letizia Malavolta è il riassunto del grilino: lei si fida di "Tredici" e non crede ai giornali.
Nessuno che riesca a smentire la notizia nonostante dicano che è falsa, mentre di non vero c'è soltanto che non avrà diritto a 100.000 euro di arretrati, forse. Dico forse sia perché non è ancora chiara la cosa, nonostante le smentita dell'INPS che Tridico non riceverà arretrati per il 2019, sia perché quello che appare a un sempliciotto come me è che l'aumento è stato approvato quest'estate e lui lo riceverà da Aprile. Se non sono arretrati questi...! Ma l'aumento da 60.000 a 150.000 c'è tutto.
 
Naturalmente la vera vergogna non è lo stipendio di Tridico. Chi riveste dei ruoli istituzionali va pagato in maniera commisurata all'importanza della funzione. Dirò di più: a me 150.000 euro non sembrano neanche tanti. Cosa sono rispetto ai 100.000 euro "dichiarati" dalla Meloni per non fare un cazzo?
Infatti io non mi indigno per l'aumento né per lo stipendio. Mi indigno e mi vergogno per loro, i seguaci del clown, i vaffanculisti, quelli che da anni ce la menano con il taglio degli stipendi di parlamentari e dirigenti, che da anni fanno circolare l'art. 50 dello Statuto Albertino di 150 anni fa: 
 

 
“Le funzioni di Senatore e di Deputato non danno luogo ad alcuna retribuzione o indennità” e la motivazione con cui un governo classista, che voleva mantenere privilegi di un ceto politico selezionato tra i ricchi e i nobili, respinse la legittima richiesta del rimborso del costo del biglietto del treno per i parlamentari: “Servire il Paese è un privilegio, da vivere come un dovere. Chi lo serve in armi rischia tutto, anche la propria vita, senza nulla chiedere in cambio”. Non sono mica stato io a diffondere queste bufale! Loro, i vaffanculisti per vocazione, le hanno gridate per anni contro la Kasta sanguisuga. Sempre loro, per dare maggiore vigore alla loro idea e per dare il buon esempio, si sono decurtato lo stipendio per dimostrare che si può fare il parlamentare quasi gratis o con uno stipendio da netturbino. Non io! 
 

 
 
E adesso si ritrovano a difendere i guadagni della Kasta, dato che la casta, adesso, sono loro. 
E ci vengono a dire che "LO STIPENDIO DI TRIDICO CI COSTA MENO DI UNA CAMOMILLA AL BAR OGNI 5 ANNI! Che vergogna!
 
Sì, la vergogna non è lo stipendio di Tridico ma Tridico stesso, che come presidente dell'INPS, si sta rivelando uno sfacelo. Boeri, dove sei?
 
La vergogna non sono i 150.000 euro di Tridico! La vergogna sono i grillini che dovrebbero solo sputarsi in faccia se avessero un briciolo di memoria e dignità!

 

Qualcosa bisogna fare. Qualcosa bisogna fare!

  


 

"È irrealistico" "È difficile!" "Bisognerebbe andare contro molte leggi!" "Una sanatoria sarebbe un'altra catastrofe!"

Mi rendo conto che non sarebbe una passeggiata. Per mettere in pausa e stoppare questa ingiustizia che si sta perpetrando nei confronti di Castelvetrano ci sono ostacoli grossissimi, non ci illudiamo, e ci vorrebbero persone al potere con le palle per intestarsi una battaglia impopolare ma giusta, giustissima. Faccio parte di una generazione che voleva cambiare il mondo. Ancora oggi niente mi sembra impossibile, nonostante un po' di stanchezza. Capisco che può essere interpretato come un atteggiamento irrealistico, ma è l'utopia che guida gli uomini idealisti e li porta fuori dalla melma dell'acquiescenza, del fatalismo e della rassegnazione.

 


 

Non c'è bisogno di scomodare una monumentale figura della storia umana come Gandhi per sottolineare che è dovere e possibilità di ogni cittadino ribellarsi alle cose ingiuste. E le demolizioni delle case di Triscina sono tra le cose più ingiuste che si possano pensare. Non solo non rimediano al malfatto, ma peggiorano proprio sotto l'aspetto estetico e urbanistico il problema di quattro case abusive entro la linea dei 150 metri insieme a una miriade di case non abusive anch'esse entro la linea dei 150 metri. 

Una misura così insensata che il responsabile primo della decisione di procedere con le demolizioni, il commissario Caccamo ebbe a dire che "l’abbattimento delle case a Triscina non ha alcun senso. L'abbattimento a macchia di leopardo non ha alcun senso. E però è un


compito difficile ma necessario!”. Ebbe pure l'insensatezza di accendere un mutuo tagliagambe per conto di un comune già in dissesto economico. Non so perché l'abbia fatto. Perché abbia messo in cima alle priorità della sua missione a Castelvetrano la demolizione delle case di Triscina. Per carrierismo? Per aggiungere un ciliegina al suo cursus verso la poltrona di prefetto? Avrebbe potuto sottrarsi a questa stronzata? Avrebbe potuto fare resistenza passiva? Avrebbe potuto soprassedere e lasciare a quelli di dopo la patata bollente? Non lo so
! Ma io penso che qualcosa si possa sempre fare per evitare le ingiustizie e per evitare di assumere delle iniziative di merda, come "una cosa del tutto inutile ma necessaria". È troppo aspettarsi dal governo del nostro paese che le cose inutili vengano giudicate non necessarie? "Una cosa inutile ma necessaria"!!!! Bisognerebbe mandare il potere dallo psicanalista.

Non solo non si rimedia al malfatto ma si puniscono i meno colpevoli. Questi residui colpevoli, l'ultimo chiodo della naca, sono rimasti allo scoperto, facili bersagli, dopo che i veri responsabili se l'erano squagliata al riparo della loro pusillanimità e impunità. Non era una casetta abusiva che poteva passare inosservata. 


Dov'erano i vari comandanti dei vigili urbani che si sono succeduti durante gli anni del sacco? Dov'era la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza, dov'erano i Carabinieri. Non avrebbero dovuto vegliare, reprimere, prevenire? Dov'erano i sindaci che si sono avvicendati negli anni dello scempio? Cosa avevano di più importante da fare di un piano regolatore che consentisse uno sviluppo urbanistico ordinato e finalizzato a valorizzare quel gioiello naturalistico che era il sistema delle dune, le quali vennero usate per distruggere Triscina, trasformate in cave di sabbia da mescolare al cemento in una ricetta perfetta di distruzione? Perché non lo fecero mai? Erano lì per questo!! E le giunte? E l'opposizione che avrebbe dovuto controllare?

Tutti impuniti tranne quelli che non potevano fuggire con la casetta in spalle!

 



 

Io non "addebito" niente al sindaco attuale né mi aspetto granché da uno che entusiasticamente accolse, più realista del re, i fasci decreti salviniani, nello stesso momento in cui Orlando, sindaco di Palermo, vi si ribellava. Sotto Hitler avrebbe rincorso personalmente a piedi gli ebrei da cremare e a Norimberga, dove si stabilì un principio miliare nella storia dell'umanità, il dovere di ribellarsi agli ordini ingiusti, sarebbe stato condannato come tutti gli altri che dicevano "Ho obbedito agli ordini"!!!

Certo, forse nella mia ingenuità, penso che si possano fare mille piccoli gesti per opporsi all'ingiustizia in atto.

C'è quello che fanno i triscinari che il signor Sciacchitano riunisce nell'associazione Sabbia d'oro.

La prima cosa e la più importante in questa fase è di fermare lo scempio delle demolizioni! Questa è la priorità, adesso. Cosa si può fare? Non si possono rescindere i contratti con le ditte distruttrici? Non esistono contratti che non si possano rescindere. L'unica cosa che si deve considerare è il costo di questo atto. Rispetto al costo umano e dei sacrifici dei cittadini che hanno investito in una casa a Triscina, rispetto al costo del mutuo da pagare allo stato che ci presta i soldi per tagliarci i coglioni, è un costo insopportabile? Credo si possa fare in maniera legale sia pure accompagnata da una protesta giustificata ampiamente dai fatti.

Non possiamo permetterci queste spese inutili e dannose. Siamo in default. Dobbiamo pensare a cose più essenziali per la sopravvivenza di Castelvetrano come comune dignitoso e in ripresa. 

 


C'è bisogno di resistenza passiva? Si studi come attuarla. Abbiamo avvocati di un certo spessore a Cvetrano. Trovare un modo, intanto di mettere in pausa le demolizioni, le spese, mentre si conduce una battaglia per una sanatoria che non può essere più catastrofica di tutte quelle che la nostra classe politica ha sfornato pressoché ogni anno negli ultimi 70 anni. Ma le leggi? Le sanatorie vanno sempre contro leggi esistenti e violate. Che sia la legge voluta da Mattarella non cambia di una virgola il fatto che la sua attuazione a Triscina violi le leggi del buon senso. Che poi Mattarella sia morto per questa legge è assolutamente discutibile, anche se non sposta di niente il punto. Non si conoscono nemmeno gli esecutori, nemmeno i mandanti ma si sa il motivo. È troppo incredibile per essere vero! E comunque non c'entra niente. Lo stato si è calato le braghe di fronte a scempi ben più gravi e, sicuramente, ad ogni sanatoria. Che se le cali una volta in più per rimediare a un'ingiustizia.

Disobbedienza civile? Disobbediamo! C'è da fare manifestazioni eclatanti per attirare l'attenzione del potere e dei media? Si facciano! Si elenchino tutte le ragioni ai media che sicuramente si precipiterebbero nella capitale dell'abusivismo che vuole la sanatoria. Si dimostri con carte alla mano come sia insensato, e non è difficile dimostrarlo, quello che sta succedendo a Triscina. A volte i media possono trasformarsi in formidabili alleati.

Primo fermare le demolizioni, fare poi un piano di resistenza che ci consenta di condurre quella battaglia che mai nessun sindaco si è voluto intestare.

E se il sindaco insiste con le demolizioni, se, cioè, si schiera contro il buon senso? Boicottaggio. resistenza passiva: ci si stende davanti alle ruspe. Ti mettono in galera? Medaglie al valore.

Qualcosa bisogna fare. Qualcosa bisogna fare!



Triscina. Una storia triste che non si è ancora finito di scrivere, però!


 


 

Non hanno alzato un dito per evitare di mandare in rovina un vero gioiello della natura. 

Le dune di Triscina cementificate, ferite, scavate, depredate.


«Cos'hanno fatto alla nostra Triscina?

Cos'hanno fatto alla nostra gentile sorella?

L'hanno devastata, saccheggiata,

lacerata e addentata,

l'hanno conficcata con coltelli al limitare dell'alba

e imprigionata con steccati e trascinata in basso»


per parafrasare i famosi versi di Jim Morrison, nella sua "When the music’s over”.


Di questo sono responsabili le amministrazioni dal '70 al '90.


Quelle dal '90 ad oggi sono altrettanto responsabili, colpevoli di non avere mai, con decisione e intelligenza, difeso le ragioni dei poveri cittadini abbandonati dalla politica al loro destino. Tutti ad aspettare che il tempo passasse nella speranza antica che, alla fine, diu pirduna a tutti. Non hanno mai alzato un dito per difendere Triscina, il cui destino doveva essere ripensato dopo il danno irrimediabile. 

 


Inchieste giornalistiche, Santoro a Triscina, fino a ieri con Errante da Giletti, tutti sempre sulle difensive a balbettare scuse e cose incomprensibili. Nessuno che abbia mai trovato il coraggio di strappare il microno all'intervistatore per assumersi tutta la responsabilità a nome della politica inadempiente e peggio. "Il danno è fatto. Vediamo di non peggiorare le cose con misure inevitabilmente inique. Non si capisce perché le "sanatorie", che sono anch'esse leggi dello stato e appartengono alla tradizione italiana, forse non la più nobile, non debbano valere solo per Triscina. Un milione di sanatorie hanno spalmato sul Bel Paese e si confondono solo con Triscina" Questo avrebbe dovuto dire un sindaco con le palle! E avrebbe dovuto farsi ricevere nei palazzi da quelli che contano e possono, per perorare la causa del loro paesello. E non avrebbe dovuto lasciare solo il povero, mai valutato il giusto, signor Sciacchitano, l'unico che ha speso, si direbbe inutilmente, trent'anni almeno della sua vita, rivolgendosi a mille politici, a combattere questa ingiustizia senza mai trovare un ascoltatore attento disposto a intestarsi una battaglia giusta anche se impopolare. 

 

 

Anche il commissario Caccamo, meritevole per altre cose, avrebbe potuto, secondo me, con un briciolo di empatia in più e un briciolo di coraggio in più, che forse non è nel dna di servitori dello stato come i prefetti, stabilire altre priorità che non la negativa opera di demolizione delle case a Triscina.

Ebbe a dire il commissario Caccamo: l’abbattimento delle case a Triscina “Non ha alcun senso. L'abbattimento a macchia di leopardo non ha alcun senso.” E però era “un compito difficile ma necessario!” Gli risposi che "mi piacerebbe vivere in una società dove, se una cosa è inutile, “senza senso”, costosa affettivamente ed economicamente, non si fa, semplicemente.

E avrebbero dovuto, i sindaci di ieri e di oggi, protestare, magari con gesti eclatanti come incatenarsi davanti alla Regione siciliana, per richiedere una equa sanatoria per la case di Triscina. Non ci vuole un coraggio da eroi. Nessuno andrebbe in galera o verrebbe decapitato. Solo la convinzione e un po' di coraggio ci vorrebbe. 

 

 

 

Mi sarebbe piaciuto a Castelvetrano un sindaco come Orlando, il quale, qualsiasi cosa possano dire i detrattori, è il miglior sindaco che Palermo abbia mai avuto. Chi se no? Lima, Ciancimino, Marchello, Martellucci, Cammarata? Un sindaco che si è ribellato ai decreti sicurezza di Salvini. Un sindaco che non teme di sfidare il governo centrale sull’accoglienza dei profughi e dei naufraghi. Insomma un sindaco che neanche noi abbiamo avuto mai a Castelvetrano!

Un sindaco che non balbettasse di fronte alle accuse dei media e dei politici, ma che alzasse la voce per affermare che sì, tutti avevano sbagliato nella vicenda Triscina! Primi tra tutti i politici degli anni del sacco. L’elenco dei nomi dei sindaci a cui sarebbe da aggiungere quello delle relative giunte lo trovate nel precedente post. Sono loro i responsabili obiettivi del sacco di Triscina. Se loro avessero fatto il loro dovere di governo della città, se non fossero stati così inadempienti, se non fossero rimasti a braccia conserte ad assistere alla predazione del loro territorio, alla distruzione del sistema di dune adoperato come cave per la sabbia che serviva a compiere lo scempio, non sarebbe successo quello che è accaduto. Che destino tragico e ironico! Siamo riusciti a usare le dune, la vera bellezza di Triscina oltre al mare, come strumento per la sua distruzione, per la sua cementificazione. 

 

 

Avrebbero dovuto i responsabili politici, se avevano un po’ di dignità residua, dopo aver lasciato l’incolpevole Castelvetrano senza alcun piano regolatore e nel caos assoluto, auto-denunciarsi come responsabili dello scempio e, insieme, premere per una soluzione giusta. Se ne sono sempre rimasti in silenzio, facendo finta di niente, contando sul silenzio di quelli venuti dopo.

Quale sindaco di quelli venuti dopo si è mai intestato una battaglia per Triscina, per ottenere un equo provvedimento che salvasse capra e cavoli, punendo chi c’era da punire e salvando le case. Non si parla di abusi edilizi perpetrati da palazzinari selvaggi, villaggi vacanze di imprenditori senza scrupoli. Stiamo parlando di casette per lo più costruite mattone su mattone da umili e semplici cittadini, che nel momento del boom furono incoraggiati a farsi un posto per le vacanze.

Sono stati lasciati soli. Non solo dai politici ma da tutti i Castelvetranesi, alcuni per invidia, altri perché non toccati dal problema, gli altri per puro menefreghismo.

Una storia triste. Una storia che non si è ancora finito di scrivere, però!

 


Le case non sono demolite che in minima parte. Le cose ingiuste si possono, intanto, fermare e poi, magari, risolvere. Le tavole della legge umana non sono il destino necessariamente. 

Le leggi e i provvedimenti si possono bloccare, boicottare, cambiare, sostituire, mettere in pausa e nel frattempo si cerca la soluzione che non può consistere nella punizione dei deboli, nel radere al suolo dei fabbricati costati sacrifici e tribolo.

 

 Puntata precedente

La demolizione delle case di Triscina è tra le vergogne italiane

 

Articoli su Triscina precedenti

dobbiamo lottare per una sanatoria

 

Demolire le case di Triscina non è una priorità ed è inutile e costoso.


Vorrei vivere in un Stato dove non fosse necessario fare le cose inutili.



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