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Migranti ex-cementificio. Peggio dei rifiuti?

FOTO) Ex cementificio occupato dai migranti. Le ruspe dell'Esercito per  distruggere gli accampamenti abusivi - Castelvetranonews.it

 «Ripristinata la legalità» 


Il pensiero che a qualcuno della stampa locale sia venuto in mente un titolo così mi fa crucciare per la superficialità e vacuità del suo significato. Un'illegalità consumata sotto gli occhi di tutti ogni giorno, ogni mese, ogni anno per quasi tutto il nuovo secolo ripristinata? E chi paga per avere consentito un tale scempio della dignità dell'uomo? Ripristinata? Scusate il disagio che l'assenza decennale di legalità vi ha causato. Con tutti i problemi connessi alla presenza dei migranti stagionali che vengono a lavorare qui per i locali imprenditori agricoli portando e subendo fenomeni di caporalato e sfruttamento la superficialità dei commenti si focalizza su spaccio di droga e prostituzione.
Dopo dieci interi anni che lo stato, nelle figure dei sindaci, del prefetto, degli imprenditori agricoli locali, ogni benedetto anno ha sopportato che si consumasse la stagionale abiezione di auto-improvvisati campi di migranti, di questo in particolare, all'interno di un ex-cementificio, lontano dagli occhi, dalla legalità e dalla decenza, adesso ci vengono a dire che “Lo Stato è presente a Campobello. Risultato importante” Sindaco Castiglione.


Presente? Dopo dieci anni di assenza?
In realtà i sindaci sapevano da sempre e hanno pure, talvolta, sollevato la questione al prefetto. E si sono pure tenuti "tavoli" tra tutte le parti interessate pressoché annualmente.
Ma dieci anni per mettere in campo le ruspe dell'esercito (i "guastatori", addirittura!) non mi sembra solo un tempo inaccettabile, come i trent'anni di latitanza di MMD, ma decisamente inadeguato.

 Sì, Lo Stato è presente a Campobello, comune sciolto per mafia ho perso il conto di quante volte, dove MMD viveva indisturbato da anni.


Immagine articolo: Sgombero migranti ex Cementificio, parla il Sindaco Castiglione: “Stato presente a Campobello. Risultato importante” 

Le ruspe dell'esercito! Ma non si era detto a quei famosi "tavoli" che per risolvere il problema in maniera razionale e umana bisognava prima approntare i necessari e decenti alloggi in cui potere spostare centinaia di persone così come, per la verità, è stato fatto qualche centinaio di metri più in là, in territorio di Campobello, con le unità abitative regalate in quel caso dalla Croce Rossa?


Non-so-chi pensava di mandare i "guastatori" dell'esercito per radere al suolo tutto indiscriminatamente. Sarebbe stato un disastro ambientale e l'impossibilità di separare il cemento dai rifiuti e differenziare quest'ultimi per un possibile smaltimento. Meno male che Babos c'è. L'ingegnere della Sager ha fatto bene a prendersi la briga di concordare con l'esercito le modalità operative.


Comunque, sì. Ci hanno inondato di servizi i giornali locali. Sappiamo tutto nei dettagli. La Sager ci ha spiegato per bene come si procederà per la raccolta dei rifiuti e quanto tempo occorrerà, mesi.


Quello di cui non abbiamo notizie sono gli esseri umani interessati da questa operazione. Neanche una parola sulla fine di questi migranti. Quanti sono? È stata trovata un'altra sistemazione per loro? Momentanea? Stabile. Nemmeno una parola su di loro!

L'unico accenno che il giornalista ha fatto a questi poveri cristi è stato che "c'è chi teme che possano tornare a montare le tende nello stesso posto".

Significa che non sono state trovate delle sistemazioni alternative per i migranti che occupavano quel campo!

Ma, allora, certo che torneranno. Devono pur dormire da qualche parte.


Peggio dei rifiuti? 





Il sindaco gentiluomo

 
Si è saputo più niente del sindaco gentiluomo? Quello che in consiglio si alzò e gridò: "Non ci sto! Non si beffeggia una contessa, un personaggio di valore, che mette a disposizione della cittadinanza tutta le sue capacità e conoscenze e, per giunta, gratis. Andate a cercare su internet chi è la contessa Chiara Donà Modìca dalle Rose!
Sembra che il sindaco Alfano sia galante e gentile solo se le donne sono blasonate.
Diventa cafone con le donne che hanno il blasone della propria rettitudine e quello di educatrici.
Quelle, le semplici cittadine, si possono beffeggiare con i propri comportamenti indegni. Indegno come indegno è promettere in forma privata e non mantenere a un cittadino qualsiasi, non necessariamente una donna. Pensavamo che facendo leva su quelli che sembrano i suoi vezzi nei confronti del gentil sesso, il suo modo di vestirsi da giovanotto un po' attempato che non si arrende al tramonto, avessimo una chance in più. Ma niente. Ha scelto di fare il cafone.
 

 
La signora, ai primi di Dicembre, aveva espresso il desiderio che il sindaco, come aveva già fatto l'anno scorso, facesse un'ordinanza contro i botti. Non vi dico la meraviglia della signora che urlò su facebook la carineria che aveva fatto il sindaco rispondendole personalmente e promettendole che, senz'altro, avrebbe emesso l'ordinanza. Passano i giorni le settimane, si arriva al primo Gennaio e di ordinanza nemmeno l'odore. Protesta. 
 
Risposte dall'amministrazione una sola, quella dell'assessora Cappadonna, la quale dice che il 31 Dicembre sono stati impegnatissimi, che con o senza ordinanza i botti ci sarebbero stati lo stesso e che "non c'era nulla di cui scusarsi"! 
Il senso dei 5 stelle per la democrazia e per lo stato e l'etica delle promesse che se non si mantengono "non c'è nulla di cui scusarsi". Tutte queste assurdità avallate dai "Mi piace" di un'altra assessora. Ho pregato ambedue di non rispondere più sull'argomento dato che chi aveva fatto la promessa era il sindaco e solo lui poteva scusarsi se avesse voluto.
 
 
 
 
Non ha voluto. E ripenso alla fuga della Contessa "che non si beffeggia" da questa giunta e da quest'ambiente e un po' capisco che le arie da gentiluomo del sindaco sono solo arie anche nei confronti delle nobildonne. La signora Chiara Modica Donà Dalle Rose si lamentò proprio della cafonaggine del sindaco che da Settembre in poi, per mesi, non rispose mai più alle sue telefonate (le telefonate del suo assessore diamante) e non si faceva trovare.
Anche il capogruppo Manuzza si dimostrò tutt'altro che signorile nei confronti della contessa facendosene beffe, di lei e del "popolo" a cui lei apparteneva, il veneto. Manuzza che, come negli stanchi, abusati e falsi cliché con cui noi siciliani amiamo riassumerci e rappresentarci, anche falsamente, affermò:
"Ho sentito la Chiara Donà, l'ex assessore, sorprendersi (NdR: Falso. Non si è sorpresa, ha apprezzato) che qualcuno gli abbia regalato dell'olio, gli abbia offerto ospitalità! Io, da Cvetranese gli dico che per noi è la normalità. Noi siamo fatti così, abbiamo il cuore aperto e accogliamo le persone e, probabilmente, senza titoli nobiliari, alla fine abbiamo dei comportamenti più nobili di... di qualcuno.”
Che finezza! Che eleganza! Quanta nobiltà! Quanta falsità in queste parole! 
Allora mi dico che dev'essere una caratteristica di gruppo la cafonaggine, non del solo sindaco.

 

Tre assessorati all'asta.



 Il penultimo consiglio comunale, credo del 30 Dicembre, fu di una noia mortale. Una specie di inciucio in streaming. Tutti insieme appassionatamente a votare delibere di dubbia legittimità con la scusa della scadenza del 31 Dicembre. Tutti sembravano fare a gara di servilità verso il sindaco. Verso la fine della prima fase del consiglio, quando avevo deciso di andare a letto, tanto mi ero sopito per la noia, ecco l'unico intervento interessante e pepato di tutta la mattinata. 

Quello della coraggiosa Rossana Ditta, l'unica a cantare fuori dal coro. Si sarebbe astenuta, non solo per i lati oscuri e non sufficientemente chiariti delle delibere, ma anche perché si rifiutava di soccombere al ricatto della maggioranza, tutto venato di demagogia, che voleva fare leva sul fatto che erano delibere a favore dei cittadini, come se delle delibere, eventualmente viziate nella forma e nella sostanza, si debbano per forza approvare solo perché loro non si sono dati la briga di portarle al voto in tempo utile senza la spada di Damocle della scadenza dell'indomani, solo perché erano per i cittadini. 

Incoscienti, se erano soldi, liquidazioni per i cittadini, allora davvero dovevate muovere il vostro culo sei mesi prima quando avreste potuto e non aspettare il 31 Dicembre e fare questo insopportabile ricatto demagogico all'opposizione, minacciando di additarla alla cittadinanza come quella che non ha votato a favore di una delibera che liquidava soldi ai cvetranesi. Questo andava ripetendo il capogruppo Manuzza, che sembra capire di politica quanto Giancana.

 

 

Mi ero disteso pronto a fare un sonnellino cullato da quella piacevole dissonanza, quando si sente un gran trambusto, qualcuno che voleva assolutamente prendere la parola che non gli spettava più "per fatto personale". La cosa mi incuriosisce, perché non avevo sentito niente che avesse detto la consigliera Ditta che potesse essere inteso come un'accusa a qualcuno. Mi dico "Sarà Manuzza" tirato in ballo per la demagogia del suo intervento. No, era il consigliere ex-avvenire, ex-obiettivo città adesso gruppo "individuale" che si era risentito per non si capiva cosa!


"Ha detto che chi vota sì lo fa per demagogia e populismo! E questo non mi appartiene. Non è assolutamente pertinente che un consigliere comunale entri nel merito di una votazione dando giudizi sui suoi colleghi. Ed esigo anche le scuse, signor presidente." 

Questo il fatto personale. 

 

 

Ma la consigliera Ditta aveva davvero giudicato gli altri colleghi? 

Aveva detto annunciando e spiegando il "suo" proprio voto:

"Votare sì sarebbe espressione di demagogia e populismo, proprio per il contenuto della delibera." Quindi non ha detto niente di ciò che le attribuisce Curiale.

Non ha detto che "Chi vota sì... " Ha detto che lei si sarebbe sentita demagogica e populista"

Mi sembra inevitabile che facendo una dichiarazione di voto si esprima implicitamente una valutazione negativa di quelli che votano diversamente. Come potrebbe essere diversamente? Io voto no perché secondo me votare sì è sbagliato per queste ragioni politiche. A me sembra non solo legittimo ma inevitabile. L'importante è che siano delle motivazioni politiche, come lo erano in questo caso. Io non mi sarei espresso come la consigliera Ditta, nel senso che demagogica non era la delibera ma il ricatto di Manuzza "Dovete votare a favore perché, a prescindere da eventuali vizi di forma e sostanza della delibera e da errori e ritardi nel portarle in consiglio, siccome si tratta di dare dei soldi ai cittadini, non potete sottrarvi al dovere di dire sì, se no sarete additati come i cattivi della situazione. 

 

 

Questo è inaccettabile, non la motivazione di voto di Ditta!

In ogni caso dare del populista e del demagogico a un politico è del tutto legittimo: è una valutazione politica e se non si possono fare valutazioni politiche in un ambito dedicato alla politica dove? Altro che scuse!

Altrimenti dovremmo vedere saltare sulla sedia i grillini o i berlusconiani o i salviniani che vengono definiti continuamente populisti e demagogici dagli avversari politici e minacciare sfaceli e pretendendo scuse a destra e a manca.

Insomma non è che la consigliera Ditta abbia detto a Curiale "Quelli che votano sì sono cornuti!"?

Perché allora il consigliere Curiale ha avuto questa reazione fuori dai gangheri e inopportuna in un contesto in cui nessuno aveva dato alla cosa il peso che gli attribuiva lui?

Carbone Bagnato? Suscettibilità alle parole populismo e demagogia? Fraintendimento? Chissà?

Perché ne parlo? Perché la cosa mi ha colpito, non solo per una questione di stile, perché non lo avevo mai visto uscire al naturale. Ma perché da quel momento tutta una serie di considerazioni politiche mi si sono affacciate alla mente. Piccole cose, piccoli pezzi di un puzzle che già c'erano ma che, per una sorta di illuminazione, solo allora cominciavano a cadere al loro posto a formare un quadro che prima era confuso.

I pezzi del puzzle:

l'uscita di Curiale da Obiettivo città - disaccordi con Martire? Voglia di emancipazione dal gruppo? Voglia di fare un'opposizione diversa? Un volersi distinguere agli occhi del sindaco? Guardi, signor sindaco, che io non sono cattivo come loro!?

Le dimissioni annunciate e subito ritirate di Stuppia! Perché anche il rodato politico d'oltre vent'anni voleva suonare da solo? Stuppia poi ci ha regalato quella meraviglia delle dimissioni congelate e poi ritirate senza neanche scongelarle. Chissà se è una pratica corrente nel mondo politico? Io la sentivo per la prima volta e fatico a capirne il significato, ma, si sa, la politica è più strana della fiction! Saranno stati guidati i due dalle stesse motivazioni? Avranno voluto distinguersi dai "cattivi" Martire e Viola? Sono stati segnali lanciati al Sindaco? Voglia di protagonismo che il troppo ingombrante Martire gli impediva? Chissà?

 

Di sicuro tutti e due da allora sono stati molto morbidi nella loro opposizione a questa giunta, ricevendosi il plauso da parte del sindaco come di persone con cui si può avere a che fare, non come quelli rimasti in obiettivo città o di Bene comune che sono guidati nella loro attività politica "da acredine personale e odio"!

Anche l'atteggiamento del PD è cambiato parecchio ultimamente e non solo quando si è trattato di approvare le delibere, di cui abbiamo più su parlato, in scadenza e presentate all'ultimo momento. Un atteggiamento morbido. Un atteggiamento incomprensibile da parte di un partito che ha rifiutato con parole dure e chiare qualsiasi accordo con il M5S "che non passasse per l'approvazione delle urne, perché la nostra storia, la nostra dignità politica" e balle continuando.

La cosa che mi ha lasciato di stucco è stato l'atteggiamento e la posizione del PD nella vicenda dell'immorale licenziamento dei lavoratori del comune. Tutto una mostra di comprensione nei confronti del sindaco che senza motivo e urgenza alcuna aveva ricattato dei lavoratori con l'arma non necessaria del licenziamento. Ci si può aspettare questo da un partito figlio anche di Berlinguer, che della difesa dei lavoratori e della questione morale in politica aveva fatto il suo cavallo di battaglia? Nessuna obiezione al metodo da negriero usato dal sindaco, nessuna difesa dei lavoratori, tutta una ridicola preoccupazione per le casse del comune (850 euro l'anno in tutto).

Poi le dimissioni dell'assessore Barresi ufficialmente comunicate lunedì scorso ma di cui si sapeva già! L'assessore ci ha tenuto a precisare ("Con questo mio post tengo a precisare che la mia decisione scaturisce da motivazioni esclusivamente personali...") che non c'era niente dietro le sue dimissioni se non le motivazioni da lei addotte. Come dire "Niente dietrologie, please!" Il che è un esplicito invito a fare dietrologia. Soprattutto se questo pezzo del puzzle lo uniamo agli altri elencati.

In fondo Barresi era "solo un assessore" che non poteva portare neanche un voto a favore della maggioranza.

Siamo malpensanti o ci sono delle manovre sotterranee in corso?

Si sta verificando quello che da un anno mi auguravo succedesse, la cooptazione al governo di altre forze politiche? Ce l'ho questo sospetto. Ma non è così che me lo auguravo io. Io, da questo punto di vista, sono più grillino dei grillini e per me la trasparenza delle scelte politiche è imprescindibile. Questi accordi sottobanco non mi piacciono, queste trattative sotterranee e segrete mi fanno rabbrividire.

Chissà come si divincoleranno i PiDdini dalla "loro storia, dalla loro dignità, che li costringono a fare solo accordi che passino il vaglio delle urne"? 

Adesso ci sono tre assessorati da distribuire ai nuovi arrivati, sempre che il mio sospetto sia fondato.

A chi andranno? Casablanca, poverino, sembra destinato all'oblio! Dopo che tanto aveva fatto per la maggioranza, al punto da farsi rimproverare dal suo partito, temo che non lo chiameranno.

Futuro, smentiscimi! 

P.S. Mi fanno notare che gli assessorati non sono tre, bensì due. E hanno ragione. L'età e l'inconscio possono giocare dei brutti scherzi.

Penso che in questo caso, più che l'età sia stato l'inconscio a dare per già avvenuto l'abbandono, spesso ventilato da lei stessa, dell'assessore Cappadonna. 

Mi assicurano anche che non ci sarà nessun inciucio. E io me lo auguro. Ma preferisco che sia il futuro a smentirmi.

 

 

Lettera aperta alla signora Irene Barresi


Io non ho mai detto che il sindaco è "cattivo", mai. Chi usa questo linguaggio è una persona fuori di testa politicamente e un cafone socialmente. 
Io il sindaco l'ho giudicato un incapace (politicamente) come ha ampiamente dimostrato in mille occasioni, ma sostanzialmente perché ha ridotto il suo partito allo stato attuale, nonostante il grande appoggio popolare di cui godeva, compreso, sciaguratamente, il mio. Uno che ha disperso al vento il patrimonio che lui stesso aveva contribuito a costruire, dalla Chiara Modìca, che lo ha lasciato delusa e tradita, ai vari assessori che se ne sono andati "politicamente" e, sembra, "personalmente" delusi e offesi, dai consiglieri, che sembrano molto più in gamba di molti che sono rimasti, costretti ad andarsene per "mancanza" di democrazia interna, al tentativo maldestro e inaudito di avere in consiglio l'appoggio di "tutta" l'opposizione in cambio di una caramella avvelenata. 
 
Mai definito un "cattivo". Cattive sono le persone nella loro vita privata, cattivi perché capaci di azioni malevoli nei confronti degli amici o dei familiari o in generale delle persone. Giudicare una persona incapace politicamente non è affatto la stessa cosa che giudicarla "cattiva" una cosa che viola qualsiasi regola di comportamento corretto. Tutto un gruppo di persone, guarda caso dell'opposizione, definite cattive anche nell'ultima video-intervista. 
 
Un'intervista in cui non riesce a spiegare nulla del fallimento del tavolo a cui aveva chiamato anche i "cattivi", affermando che fallì perché lui non può allearsi con quelli di Obiettivo città e Bene comune perché sono "cattivi". Ma l'idiota trattativa (politicamente idiota, perché non si era mai registrata nella storia della politica una proposta a "tutta" l'opposizione con la contropartita di essere "citati" dal buon sindaco come "buoni" presso la cittadinanza, che così avrebbe saputo che quelli dell'opposizione si erano comportati bene e appoggiato la politica "buona" dei 5stelle) si chiuse senza nemmeno vere e proprie consultazioni: che cosa gli fece capire la cattiveria di Martire e il suo gruppo e di Ditta e il suo gruppo? Che cosa in particolare, visto che tutta l'opposizione a quel tavolo chiese sostanzialmente la stessa cosa: l'azzeramento della giunta? Non è riuscito a spiegare perché non si è alleato, allora, con la parte buona dell'opposizione che gli avrebbe consentito di risolvere il suo problema ancora irrisolto della mancanza dei numeri. Niente, non ce l'ha spiegato.
Io spiego e argomento motivando anche i miei giudizi politici, come si può vedere.
Non attribuisco nessun malanimo, nessuna crudeltà, nessun odio o altro sentimento o emozione. Solo incapacità politica che prescinde dalle doti personali della persona. Alle persone che fanno politica questo si chiede: capacità politica, capacità, cioè, di relazionarsi con tutti gli attori del palco politico compresi quelli che si pensa (ma non si dice) siano cattivi. Ma come si può accettare un simile modo di giudicare in politica, buoni e cattivi, buoni quelli che stanno dalla tua parte e cattivi gli altri? 
 
Io argomento al limite dell'insopportabile, come si vede anche da questa lunga risposta, che è segno, comunque, di rispetto nei confronti della persona a cui rispondo, rispetto che non scorgo nelle risposte telegrafiche e piene di sufficienza e condiscendenza: ho scritto un post di non so quante migliaia di parole e lei, signora Irene Barresi, commenta con un tranciante "si informi, prima di criticare", "poi vuole sapere quali inesattezze dice?" e se ne vien fuori di fronte alle critiche più varie e disparate con la storia dei semafori, che, ancora, non capisco cosa c'entri. Come se io avessi rimproverato l'amministrazione per avere aggiustato i 7 semafori! Ma dove? O per non avere speso i soldi destinati ai semafori per altro di socialmente utile. Ma dove l'avrei scritto? Ho solo detto che se si possono spendere 70.000 euro per delle luci si possono trovare 850 euro all'anno per l'assicurazione dei lavoratori. E di fronte a questo atteggiamento ("se lei non capisce che i dettagli sono importanti, creda ciò che vuole"!) uno non dovrebbe rispondere piccato "Non faccia la saputella arrogante"? 
 
Poi l'argomentazione in risposta alla mia accusa che prima si tratta e poi, eventualmente, si licenzia mi lascia sempre più perplesso, ma in realtà sicuro della giustezza della mia osservazione.
Lei mi conferma che non c'era un urgente bisogno di ricorrere al licenziamento, nessun pericolo reale e imminente per l'ente: solo la "possibilità" di "eventuali" ricadute "future" sul bilancio del comune. E il licenziamento sarebbe stato fatto per "allertare l'opinione pubblica e i lavoratori" sulla gravità del problema. Quindi per richiamare l'attenzione dei lavoratori su un possibile problema futuro, neanche ben definito, si ricorre al licenziamento? No, è stato un licenziamento ricatto, per poter trattare da una posizione di forza indiscutibile, con il coltello impugnato per il manico, con i poveri lavoratori, già privi, ancor prima di essere licenziati, di vera forza contrattuale, tanto che non si sa nemmeno chi li rappresenta, ed è stato, quindi, un gesto ancora più inaccettabile, da stronzi (politicamente e socialmente).
Che cosa avrebbe impedito (a questa domanda dovreste rispondere senza nascondervi dietro ai semafori) di convocare i lavoratori e questo non meglio identificato Sardo e spiegargli la situazione, che se loro avessero adottato certi comportamenti di rivalsa nei confronti del comune, questo si sarebbe trovato in difficoltà e sarebbe eventualmente stato costretto a ricorrere al licenziamento?
Cosa impediva di trattare prima e, eventualmente, licenziare dopo? Non sarebbe stato un comportamento da buon padre di famiglia, invece che da sfruttatore di lavoratori?
Perché?
Ma voi preferite rispondere con un facile "Si informi prima di criticare!"

 

Uno stato, un comune non sono associazioni a scopo di lucro che se non guadagnano o se perdono dalla loro attività falliscono la loro "mission"!

 
 

Per me è un ricatto. Un comune in dissesto non è costretto a ricattare e licenziare. Un comune in dissesto guidato da persone coscienziose e che capiscano cosa significa la gestione di un ente pubblico al massimo avrebbe detto "Non posso pagarvi subito perché non ci sono i soldi. Vi pagheremo a rate, con gli interessi" e nello stesso tempo accordato la proroga annuale che anche l'anno scorso hanno deliberato essi stessi. 

 

Amministratori che abbiano una coscienza e non siano degli sciacalli che agiscono a scopo di lucro non licenziano e poi chiedono "se rinunciate a ciò che vi spetta vi reintegreremo". Né allevia le loro colpe il fatto che essi al contrario del "comune di Vita, che ha chiesto la rinuncia totale al loro risarcimento,  abbiano, invece, chiesto solo una sospensiva della sentenza" come se non fosse ugualmente una rinuncia ai propri diritti dover aspettare anni per il risarcimento, tutti soldi che vengono tenuti sospesi nel limbo del tempo, che, in tasca ai lavoratori subito, avrebbero un altro valore e maturerebbero interessi. Se sequestro una persona o un suo diritto, che sia per 4 anni e non per sempre non diminuisce la gravità del reato.



Ho sentito cose che non avrei voluto sentire:

"Dobbiamo salvaguardare gli interessi del Comune"

"La proposta in discussione è venuta dai sindacati. Nessuno dell'amministrazione è andato dai lavoratori a imporgli quell'accordo!"

1. Da quando in qua gli interessi di lavoratori del comune da oltre 20 anni non coincidono con quelli del comune?

2. Che vuol dire che la proposta è venuta dai sindacati? Certo, sono stati licenziati senza un bi. Cosa potevano fare? Messi di fronte a questo ignobile ricatto hanno, poverini, cercato di venire a patti con chi si è dimostrato un nemico implacabile.


 

 

Quest'amministrazione che si vuole spacciare per dura e pura in termini di moralità e Honestà si sta soltanto dimostrando politicamente incapace e moralmente ottusa.

Io vedo benissimo cosa ci sta dietro queste decisioni miopi e oscene, come prendersela con dei lavoratori senza forza contrattuale, licenziarli e ricattarli per riassumerli.

Dietro queste cose ci sta la miopia che gli offusca la vista anche in retrospettiva. Sono ossessionati dai "politici di prima", da quelli che hanno portato il comune al dissesto, da quelli che adottarono allora e misero in pratica quella che si chiama politica clientelare. Furono loro che portarono al comune questi lavoratori, molti senza arte né parte, senza competenze e abilità, e molti solo a scaldare la sedia. Potrei negare io, che ho sempre combattuto e condannato questo modo di fare politica, che fu così? Fu proprio così. 

 


 

Questo può giustificare il comportamento osceno e moralmente riprovevole che questo comune ha assunto con i lavoratori?

I colpevoli sono questi lavoratori? I colpevoli del passato, purtroppo, l'hanno fatta franca come per altri disastri combinati, come Triscina, per esempio.

Non ci sono più né, comunque, possono essere puniti o processati! Troppo facile adesso prendersela con chi non ha colpa, come troppo facile è stato che il disastro di Triscina l'abbiano pagato solo gli incolpevoli cittadini abbandonati da tutti come ora si cerca di abbandonare questi.

Questa storia delle colpe della politica precedente non può giustificare questi atti immorali che si cerca di far passare per "l'interesse del comune". Non si fa i duri e puri dopo vent'anni e più. Troppo facile. Questo intervento avrebbe avuto un senso 19 anni fa, non adesso. Adesso ci sono solo 60 lavoratori che, bene o male, hanno ormai acquisito il diritto di rimanere dove sono. È con questo che si deve fare i conti e il comune ha il dovere di combattere nelle sedi opportune, regione o altro, per la difesa dei diritti dei "suoi" lavoratori, non lavarsene le mani. Non si fa i moralizzatori con il culo di persone innocenti. Se si potesse si dovrebbe condannare quei politici che vent'anni fa provocarono queste situazioni, ma non si può e non si può, parimenti, far pagare degli innocenti.

Dietro quest'atteggiamento c'è un sentimento abbietto comune tra gli australopitechi fan dei 5stelle. Stamattina tra i commenti al consiglio comunale in streaming c'era uno di questi stronzi che scriveva: "Il licenziamento non fa onore mai a nessuno, però è anche vero che alla comune (sic) lavora gente che non sa che mansione abbia" e ancora

"Al comune di Castelvetrano ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare, quindi via tutti coloro che non servono", e poi "Secondo me bisognerebbe fare pure un po' di pulizia anche in consiglio comunale" riferendosi alle opposizioni. Questo è il livello politico degli australopitechi.

Io non m'intendo di finanza, di conti, di dissesto! Il sindaco chiede una sospensione di una sentenza di un giudice perché, dice, il comune è in dissesto. Lasciamo stare che se io vado in comune e gli spiego che io sono in dissesto e vorrei la sospensione del pagamento della tari Alfano mi riderebbe dietro, così come rideva dietro, o, almeno, allargava le braccia ai clienti della sua banca che gli andavano a esporre le loro difficoltà, lasciamo stare. Ma, dico io, forse che un comune in dissesto non paga i suoi dipendenti, i suoi funzionari, la burocrazia comunale che quanto a incompetenza e male figure non è da meno dei lavoratori licenziati in questa occasione? Si fa i forti con i deboli, come dice il mio amico Baldo?

Non mi intendo di conti e dissesto, però mi chiedo, ipotizzando per un attimo che non sia vero che questi lavoratori pesano sul comune per la sola assicurazione del costo complessivo annuale di 850 euro, come ho sentito dire stamattina in consiglio, e che, se tutti gli altri lavoratori facessero anch'essi la stessa vertenza dei 23 (21?), bisognasse



pagare anche a loro gli arretrati, secondo i miei conti con le dita farebbero all'incirca 360.000 euro. Ora mi può spiegare Manuzza qual è la differenza tra un deficit di 46 milioni e uno di 46 milioni e 360 mila?

Il sospetto è che il sindaco Alfano, che sembra masticare politica quanto Giancana, forse pensa che gestire un comune, un paese sia la stessa cosa che dirigere una banca dove il must dei suoi padroni era guadagnare, guadagnare, guadagnare, o minimo, non perdere una lira. Niente di più sbagliato e di più lontano dalla realtà.

Uno stato, un comune non sono associazioni a scopo di lucro che se non guadagnano dalla loro attività falliscono la loro mission (come direbbe il consigliere Campagna). Se la politica fosse questo se lo stato fosse questo l'Italia non avrebbe 2.409 miliardi di debito e i comuni d'Italia non sarebbero indebitati come lo sono tutti. Un comune non ha l'obbligo di fare per i propri cittadini solo ciò che rende! Se fosse così non avremmo navette per Selinunte e Triscina, bus per la scuola, non potremmo avere i risarcimenti per le attività chiuse in tempo di covid, non avremmo tutti i bonus che, giustamente e doverosamente, il governo attuale, fatto anche di 5stelle, elargisce a piene mani a tutti i cittadini senza stare a vedere se i soldi ci sono o non ci sono, e non ci sono. Ma il governo li trova, si indebita, li chiede all'Europa in una forma o in un altra. Perché non potrebbe dire "cittadini, attaccatevi al tram perché noi non possiamo aggravare il già altissimo debito pubblico che abbiamo, quindi arrangiatevi!"

Se facessero così come li definiremmo? Ve lo dico io!

Sarebbero degli stronzi senza moralità alcuna, degli irresponsabili verso i propri cittadini che invece devono sempre tutelare e difendere.

Il licenziamento è stata una cosa vergognosa che definisce come stronzi quello che l'hanno fatto. 

E denunciatemi pure, perbacco.

"Marsala, Mazara del Vallo, Trapani....loro si, noi no." Manuela Cappadonna


  

Credo di dovere ammettere di aver fatto un errore di valutazione quando tempo fa puntai sulle capacità dei cinquestelle al governo della nostra città. In realtà, più che valutazioni erano speranze, che si sono rivelate, col tempo, sempre più infondate. Spiegai che il mio appoggio morale ai grillini di Alfano era, più che altro, dovuto alla miseria dell'alternativa, alla constatazione che per la prima e ultima volta non avevamo al governo della città, almeno in quello politico, massoni e mafiosi e speravo che per almeno 5 anni si potesse provare questa ebbrezza mai sperimentata prima e che mai in futuro sentiremo. Mai si ripresenterà la stessa combinazione di fattori che hanno portato al successo dei grillini a Castelvetrano: l'ondata travolgente che li portò al governo nazionale trascinandosi dietro i successi in molte città; l'arresto del principale e favorito competitore Luciano Perricone e il ritiro della sua lista; l'arrivo provvidenziale e tempestivo di settemila redditi di cittadinanza; la frammentazione del fronte opposto con candidature di disturbo a Martire, che aveva sperato per un attimo che fosse la volta buona per lui; oltre all'impegno e alla passione dei militanti in quella campagna. 

 


Di fronte all'ammissione ormai palese di impotenza dei protagonisti di questa avventura che mai è riuscita a iniziare veramente, mi cadono le braccia e il latte.


 

Ancora tocca sopportare di sentirli lamentare dell'opposizione. Un esercizio di un'ineleganza politica degna dei migliori qualunquisti. Che lagna inutile! È colpa dell'opposizione se loro non riescono a fare le meraviglie che avrebbero in serbo per la città. Come gli ispettori ambientali che, a parer loro e del dio che è in loro, avrebbero risolto i problemi di Castelvetrano. 

Continuano a postare lamentele su facebook che a Mazara ce l'hanno, in un altro comune ce l'hanno, come pure in un altro, perché noi no? Ma per colpa dell'opposizione che ha bocciato la loro proposta, l'opposizione cattiva, che vuole il male della città, che rema contro, che vota contro le loro delibere perché non ha una visione "obiettiva" della realtà, obiettività di cui solo loro sono dotati!

 Adesso se ne vengono con questa storia che loro sono obiettivi. La prima volta l'assessore Cappadonna che definì obiettivo l'articolo di una professionista, che in vita sua non ha mai saputo l'indirizzo di casa della politica, che giudicava male il voto contrario dell'opposizione sulle "guardie ambientali": "Finalmente una voce obiettiva!", disse, sancendo una volta e per sempre l'obiettività come l'opinione che concorda con la loro. Io, per esempio, che da subito sono stato contrario e trovavo più che legittime le ragioni dell'opposizione, non sono obiettivo, anche se lo sono stato, sempre secondo loro, in altre occasioni, quando li difendevo. Adesso anche l'assessore Barresi se ne viene fuori con la storia dell'obiettività sotto un secondo post in cui si insiste sulla domanda perché gli altri hanno gli ispettori e noi no? Come se il semplice fatto che gli altri ce l'abbiano sia la dimostrazione automatica che siano un bene! 

Senza contare che molto dipende, in questa materia, che sembra senza regole e lasciata al libero arbitrio dei sindaci, dal regolamento che si appronta: alcuni conferiscono a queste figure potestà sanzionatoria e altri no. Una differenza enorme, quella che c'è tra una squadra di giovani che fanno opera di persuasione civile e capillare e le ronde di leghista concezione, questi giustizieri della notte sguinzagliati nel buio per punire i trasgressori, il cittadino che getta il sacchetto nel momento sbagliato o con le modalità errate.
E continuano a menarla con la storia che loro sono obiettivi nel considerare il problema mentre chi non è d'accordo, che pure li inonda di fiumi di argomentazioni sulla loro contrarietà, non lo è. Sono solo degli incoscienti che vogliono il male della città, che remano contro per il solo gusto di opporsi. Gli altri non capiscono quello che per loro è chiarissimo. Loro hanno la verità in tasca e gli altri solo la menzogna. 


Questo atteggiamento è assolutamente inaccettabile tra persone serie e adulte. Non riescono nemmeno a capire quanto sia offensivo nei confronti degli interlocutori la loro affermazione di essere obiettivi. Io ho capito tutto e voi una minchia. Io ho la verità, perchè sono obiettivo e tu hai la menzogna, perché sei di parte, per giunta la parte sbagliata. Ma come si può sopportare?


L'obiettività è di Dio e dei presuntuosi. Chiunque si prenda un vocabolario in mano, capisce subito che un individuo fabbricato e composto intrinsecamente e inestricabilmnte ed esclusivamente di soggettività non può mai essere obiettivo, che è una qualità divina, essere allo stesso tempo tutto e uno. 


Mi meraviglio sempre quando qualcuno, anche al di sopra di ogni sospetto quanto a cultura e intelligenza, si ritiene obiettivo, che io ritengo un'affermazione squalificante che solo un ragazzino presuntuoso di prima media può fare.

 quello che scrivevo qualche anno fa di una giornalista locale che si vantava di essere "molto obiettiva e imparziale".

 
Inoltre non capisco perché, in un modo fatto di soggetti, bisogna per forza demonizzare la soggettività, l'unica cosa che ci è concessa. La mia soggettività è diversa dalla tua e i rapporti tra gli uomini sono fatti di soggettività che si incontrano e si scontrano, che trovano stabilità e armonia oppure collidono fino a trovare un nuovo stato. Io sono fiero della mia soggettività perché è unica, non la divido con nessuno, è ciò che mi caratterizza peculiarmente. Solo i presuntuosi credono di vedere ciò che gli altri non vedono. Per i credenti dovrebbe essere un'offesa a Dio, un blasfemo paragonarsi a Dio. 


Ma torniamo all'immondizia che sembra diventato il problema di Castelvetrano. In questi cinque anni, dalle montagne di immondizia e dai roghi dell'era Errante, Castelvetrano non era mai stata così pulita. Eppure quest'amministrazione sembra ossessionata da questo piccolo problema. Ci sono dei posti dove cittadini maleducati o incivili o calcolatori abbandonano illecitamente immondizia? E va bene, non mi sembra così grave da drenare la totale attenzione e le energie di questa giunta. Niente. Ossessivamente ritornano su questo aspetto marginale, considerati i problemi ben più gravi di cui soffre la nostra città. Vorrebbero trasformare la nostra forza di polizia in un corpo ausiliario della sager. Come se i vigili urbani non avessero altri compiti che andare appresso ai sacchetti abbandonati di rifiuti e ai loro padroni. Ma non si potrebbe un attimo ritornare con i piedi per terra e soprattutto con la testa sulle spalle? 

Il corpo dei vigili urbani ha compiti molto più vari e importanti dell'immondizia. Le perlustrazioni notturne lasciamole alle forze dell'ordine nazionali.
Impieghiamoli per i compiti propri di pubblica sicurezza, per i servizi di polizia annonaria, commerciale, di polizia stradale e di vigilanza dei regolamenti locali.
Certo che se impiegati la notte a perlustrare un territorio immenso alla ricerca dei trasgressori dell'immondizia non possono mai bastare. È così che si crea il falso bisogno delle guardie ambientali. C'è bisogno di un gruppo di volontari a cui si affidi il compito di fare sensibilizzazione porta a porta, capillarmente e sistematicamente sul corretto modo di differenziare i rifiuti. Di questo c'è bisogno non di giustizieri.

 La verità è che questa giunta sembra non avere nient'altro da fare che preoccuparsi dei sacchetti d'immondizia.
Abbiamo una montagna di debiti, le casse vuote che ci impediscono qualsiasi spesa per le cose minime come le buche per strada o i marciapiedi rotti, una situazione disastrosa che non voglio continuare a descrivere. E questa giunta, che non ha la maggioranza in consiglio, che non riesce a farsi approvare un delibera che sia una, che è impossibilitata, per propria esclusiva colpa, a governare, costretta a estenuanti trattative con l'opposizione, a piatire un voto a questo o a quello, si preoccupa dei sacchetti di immondizia abbandonati e si lamenta dell'opposizione che fa il suo lavoro.
Si governa con una maggioranza, non con il culo dell'opposizione. Voi invece, per incapacità, avete dilapidato il patrimonio che la città vi aveva consegnato in mano, e quindi siete gli unici colpevoli di questo impasse in cui voi non riuscite a deliberare un bel niente e l'opposizione neanche. E se continuate a pervicacemente e incoscientemente a ignorare il problema siete doppiamente colpevoli. Le vostre, posso ormai affermare con certezza, sono lagne da incapaci. Avevate una maggioranza che mai nessuno monocolore aveva avuto, tale che avreste potuto governare a vostro piacimento fregandovene altamente dell'opposizione come avete, d'altronde, fatto al vostro insediamento. Non siete stati capaci di mantenerla, vi siete fatti abbandonare man mano dai cittadini, dagli assessori, dai consiglieri e vittime della vostra testardaggine e della vostra peccaminosa boria (alleati mai con nessuno) siete arrivati al capolinea, già pronti ad abbandonare per incapacità e stanchezza: 

"... mi dispiace per i cittadini, per quelle persone educate che sono costrette a vivere nel degrado. Sull'opposizione preferisco non esprimere il mio pensiero. Io sono una cittadina normale che voleva migliorare questa città. Non si può? Me ne farò una ragione." Cappadonna


"Io sono incapace di essere un essere da palude, sono incapace di capire meccanismi definiti politici ma che in realtà ne sono lontani anni luce. Perchè sotto la coperta della politica si sono commesse nefandezze varie da chi capace lo era e lo è ancora. Che si accomodino a finire l'opera iniziata!" Barresi
Ma quale opera? Non siete nemmeno riusciti a cominciarla l'opera. Ci catapulterete all'indietro di due anni senza avere fatto niente per cui essere ricordati.
Lei dice che non state ignorando l'unico vero vostro problema: i numeri.
Non lo state ignorando? È l'unico problema che conta, altro che qualche sacchetto di immondizia abbandonato qua e là!, e che vale la sopravvivenza e che vi portate dietro da dieci mesi senza, non dico risolverlo, ma senza neanche affrontarlo, a parte quel penoso e subito abortito tentativo di un "appoggio esterno dell'opposizione", un capolavoro di insipienza politica. 

La cosa che meraviglia di più è la vostra meraviglia di fronte alle difficoltà della politica. Sembrate dei ragazzini che si affacciano alla vita e ne assaggiano le mai previste difficoltà e si ritirano depressi e delusi dalle proprie infantili aspettative. Forse è ormai troppo tardi ma è dei numeri in consiglio che dovete occuparvi. Neanche per il decoro della città siete riusciti a fare molto, a parte la raccolta differenziata, se avete chiuso le ville di Castelvetrano con la scusa risibile che degli "incivili", non il troppo impegnativo disagio sociale, degli incivili le usavano per andare a bere e lasciare le bottiglie della droga legale a sporcare. Adesso non si capisce cosa stiate ancora a fare lì. Tra la Cappadonna che non vede l'ora di fuggire da Castelvetrano che non la merita e lei che non vede l'ora di ritornare alla sua famiglia quale spinta è rimasta a muovere questo gruppo politico?
Non sarebbe il caso di dimettervi senza aspettare la primavera e la mozione di sfiducia, se è questo che aspettate? 

Se non è così che aspettate a cooptare, se non i piddini, che quelli "solo accordi che passino per le urne", Casablanca, o Milazzo o Curiale, chiunque, perché non mandate a casa i teleassessori che di Castelvetrano non capiscono una minchia e affidate ai nuovi alleati delle responsabilità, non il ridicolo pubblico encomio che Alfano aveva promesso all'opposizione? Non credo che farete niente di tutto questo, perché vedo tra voi posizioni troppo intransigenti e infantili, frutto di un malinteso senso della purezza. Auguri.

Il nuovo assessore Licari si presenta alla città di Castelvetrano.

 

 

"Si tratta di un documento che traccia i binari su cui muoversi per pensare alla Castelvetrano del futuro e alla sua “next generation” in linea con quanto si sta programmando a livello nazionale ed europeo per fronteggiare la ripresa dopo la pandemia."  


Così si presenta il nuovo assessore Licari.

 


Un piano troppo generico per potere esprimere un giudizio di merito. Una mera elencazione delle cose da tenere in considerazione per attuare una concreta strategia di sviluppo, macro-aree lui le chiama. Altro non sarebbero che contenitori vuoti da riempire. Sono, ovviamente le linee guida che tutti i comuni da anni cercano di adottare.
Le macro-aree altro non sarebbero che i campi di intervento per migliorare il nostro territorio. 

Su cosa agire secondo l'assessore Licari    

 

1. Bisogna curare che le nostre strade non siano un colabrodo e siano percorribili e sicure.

"Reti di comunicazione (accessibilità, mobilità, intermodalità, connettività, sicurezza)."

 Soldi!


2. Bisognerà migliorare la competitività delle nostre offerte turistiche e dei nostri prodotti. Fare degli interventi risolutivi nell'area commerciale che, così com'è, è assolutamente da terzo mondo 

«Filiere ed insediamenti produttivi (competitività, agroalimentare, turismo, insediamenti industriali-artigianali-commerciali)»


3. Recuperare e riqualificare il nostro martoriato territorio, comprese le aree di sversamento di sostanze inquinanti e radioattive su cui nessuno si azzarda a posare lo sguardo 

«Ambiente e riqualificazione urbana (protezione, sostenibilità, smaltimento, risanamento, riqualificazione, verde)»

Diomio, quanti soldi!


4. Eliminare la povertà, le malattie, attuare l'integrazione (ma dde che?), incoraggiare il volontariato e sfruttarlo, raggiungere l'equità sociale (campa cavallo...) 

 «Welfare locale (salute, emarginazione, povertà, invecchiamento, integrazione, volontariato, equità)»

Qua non ci sono soldi che possano bastare! 


5. Valorizzare la nostra identità culturale (non mi è nuova questa cosa), aumentare l'attrattività del nostro territorio. Come? Aprendoci al mondo, migliorando la qualità della vita - che cosa ambiziosa ("mission" direbbe Marco Campagna) da parte di un'amministrazione comunale ("mission impossible"!) - tenendo la nostra città pulita e i nostri parchi decorosi (finora utopia nonostante gli sforzi meritori dell'attuale amministrazione), investire nella costruzione di palestre e palazzetti, nell'istruzione (ma di che istruzione si parla se ciò che fa capo al comune è la sola scuola elementare?).  

 «Cultura (identità, apertura, attrattività, qualità della vita, decoro, patrimonio, istruzione, sport).»

Altri soldi!

 

«Queste cinque linee costituiscono un percorso circolare che porta alla finalità, cioè il turismo relazionale integrato

Per inciso il "turismo relazionale integrato" (ahi questa discutibile tendenza a creare terminologie che hanno bisogno di essere spiegate! Lo chiamano gergo tecnico, ma il neo assessore non c'entra. Lui si limita a usarlo.) sarebbe la nuova forma di turismo che le comunità locali dovrebbero perseguire e si basa sul modello del Grand Tour dei secoli passati, quando i giovani dell'aristocrazia europea, soprattutto inglese, come tappa essenziale di un percorso culturale e formativo, sceglievano di viaggiare, soprattutto in Italia, sostando e "relazionandosi" con le persone del luogo oltre che studiare le tipicità e il patrimonio naturalistico e culturale dei piccoli centri. 

L'esempio più famoso e vicino a noi è Goethe che soggiornò anche a Castelvetrano in una locanda dove dopo sarebbe sorto il Selinus. In parole ancora più semplici si tratta di far trovare ai turisti dei percorsi che prevedano l'assaggio delle prelibatezze locali, un po' di zabbina qui, un po' di pane nero cunzatu lì, la visita ai templi e alla diga Delia in modo da dare ai turisti un'offerta "integrata". Niente di veramente rivoluzionario a ben guardare.
 

Insomma un programma elettorale simile ai mille che i nostri politici locali da anni ci ammanniscono.
Vedremo in concreto cosa succederà nel 2021 e giudicheremo i fatti e non le parole. I fatti sono la cosa difficile del compito che aspetta il neo assessore, perché essi richiedono non solo "sinergia" (Ma quanto sono belle le parole!) e collaborazione con "gli attori locali (pubblici e privati)", ma soldini sonanti e tanti. Lo hanno informato che Castelvetrano, per i prossimi vent'anni almeno, deve pagare un debito enorme?


Ma già dal giudizio sulle parole che usa si possono sicuramente dare dei punteggi.
Perde già due punti su dieci per l'uso dell'espressione "next generation" invece di "prossima generazione". Se non l'ha usata lui, ma il giornalista, i punti li togliamo al giornalista.
Altri due li perde per il linguaggio artificiosamente difficile che usa:
"Dalla misurazione dell’intensità della relazione fra macro-area tematica e visioni proposte scaturiscono gli hashtag, per ogni Asse della programmazione, prioritari allo sviluppo economico orientato verso la finalità del Turismo Relazionale Integrato." E come misurerà l'intensità suddetta? Con un "intensometro" delle relazioni?


Ma per favore, assessore Licari, pensa di essere atterrato in mezzo alla foresta amazzonica dove gli indigeni s'impressionano e hanno timore reverenziale per il linguaggio astruso  e incomprensibile. Meno latinorum e più semplicità!

Altri 6 punti li perde perché ha copiato le sue cinque macro-aree, parola per parola, dal Piano metodologico del Piano strategico del comune di Sassari.


 
Voto finale provvisorio: 0 (zero)

Non accettiamo più questi comportamenti politicamente irresponsabili da parte dell’opposizione.


 Naturalmente io spero sempre e ancora che i 5stelle al governo di Castelvetrano riescano, con un sempre più improbabile colpo di reni politico, a rimanere in sella per evitarci di tornare alla competenza, alla mafia e alla massoneria. Ma la speranza si fa sempre più fievole.

Oggi ho seguito il consiglio comunale e, in un post precedente, ho già manifestato l'impressione che i nostri grillini abbiano una forte pulsione al suicidio, politico, s'intende, una forte vocazione all'harakiri. Quelli dell'opposizione, guidati a bacchetta dall'esperto e intelligente Martire, li stanno facendo dunni moddi e dunni duri con i bastoni che loro stessi gli forniscono.

Ho creduto e credo ancora di vedere alcune persone degne e capaci in quel movimento e non solo oneste. E mi sono illuso che la loro presenza potesse far sperare in una legislatura completa con risultati discreti. Non conosco personalmente, neanche per sentito dire i consiglieri del M5S. Quindi l'unica idea che mi faccio su di loro si basa sulle loro performance in consiglio, su quello che dicono ufficialmente o in interviste. Un giudizio tutto politico, quindi.

Il problema è che, in questo modo, si può anche impiegare mesi e anni a farsi un'idea, soprattutto se questi non parlano pressoché mai, come durante il primo anno. 

 


Giancana, per esempio, all'inizio parlava raramente, ma da qualche tempo sembra avere acquistato una parlantina tale che, forse, era meglio quando non parlava. 

"Signor Presidente voglio che metta a verbale che l'opposizione è uscita dall'aula nel chiaro tentativo di lasciarci senza il numero legale e bisogna farlo sapere alla città che remano contro!" 

E ci teneva pure, a mettere a verbale questa scemata. È giovane? I giovani sono soliti dire stupidaggini? E continuava a lamentarsi che Martire fosse ancora in aula, come se non bastasse la dichiarazione di "uscire dall'aula", come se uscire dall'aula avesse un significato letterale. Martire non è solo un consigliere, è anche un cittadino con il diritto di stare in aula ad assistere alle operazioni consiliari. E, inoltre, l'opposizione può fare ciò che vuole anche uscire dall'aula e l'uscita viene messa a verbale ma non la sua "irresponsabilità".

Non credo che la sua fragilità politica derivi dalla sua giovane età. Non c'è età per l'intelligenza politica e lui sembra gracilino, tanto che non voglio dilungarmi su di lui. Non è politicamente interessante.

Lo stesso penso del capogruppo Manuzza, ma essendo lui il capogruppo, qualche parola la spenderò.

 

 Anche l'avvocato Ditta faceva parte del movimento e più ascolto i suoi interventi e più penso che con lei i 5stelle abbiano perso molto. E mi chiedo perché non le sia stato affidato il ruolo di capogruppo. Magari adesso non saremmo qui a parlare di disfatta della maggioranza. Quanto a preparazione anche il fuoriuscito Maltese sembra cavarsela benino, anche se non ho ancora ben chiaro il suo valore di politico.
 

Manuzza, il capogruppo, sembra anche lui politicamente inadeguato. Oggi ne ha dato una dimostrazione chiara scegliendo di assumere un insensato comportamento (politico) di ripicca sulla questione della titolarità della proprietà del terreno dell'ASP.

 

Pellitteri non è stato meno opaco e traballante nei suoi interventi. Ha parlato della proprietà sostanziale che supererebbe l'inconveniente della non proprietà formale, ha parlato di un terreno "tendenzialmente" di proprietà del comune. "Tendenzialmente"? Sì, ha detto proprio così. Senza alcun rispetto per l'intelligenza degli avversari che, infatti si sono scatenati, grati del regalo e felici di demolire il suo discorso. Giustamente e con competenza il capogruppo dei benecomunisti gli ha ricordato che in questa materia la forma è sostanza. 

Non voglio addentrarmi, per incompetenza, nei meandri a me sconosciuti del diritto civile, che ammette la vendita del possesso anche senza la proprietà, ma che, mi dicono, essere un atto complesso e pieno di rischi. E forse lo capiscono anche i 5 stelle che è meglio vendere dopo essere arrivati a una situazione di diritto qual'è la proprietà, se è vero che si stanno muovendo in questa direzione, ammettendo implicitamente, come l'opposizione gli ha fatto notare, che il bando è meglio farlo dopo che si sia acquisita la proprietà.

 

E che dire della sciocchezza detta da Manuzza a proposito del bando che, seppure illegittimo, era stato senza conseguenza negativa alcuna perché era andato deserto e, quindi, andava bene. 

"È come se due che devono sposarsi non si sposano. La cosa è senza conseguenze perché, alla fine, non sono sposati e tutto è come prima." 

Sì, ha fatto questo paragone per difendere una scelta quanto meno inopportuna che, solo per fortuna e per caso,non ha avuto conseguenze negative. E allora che dire delle spese e del tempo impiegati nei preparativi del matrimonio, degli inviti già inviati, dei regali e delle spese affrontate dagli invitati? Non sono effetti collaterali indesiderabili questi?

Quindi facciamo pure cose sbagliate, nella speranza che non abbiano conseguenze. Non vanno mai bene le cose in odore di illegittimità o illegittime. È come dire che se un delinquentello getta un sasso da un cavalcavia nel tentativo di colpire le macchine che passano sotto, se per caso non gli riesce di colpire una macchina, allora va bene, tanto non ha colpito nessuno. Chiedo a voi se c'è un modo diverso di giudicare queste sciocchezze se non sciocchezze? Eppure le dice il capogruppo di un partito in consiglio.

Vedo, stamattina, che dal gruppo Consiglieri M5S Castelvetrano si alzano alti i lai per il "comportamento irresponsabile" dell'opposizione. Ancora con questa storia? Ma chi siete per giudicare il comportamento dell'opposizione che è sempre legittimo fino a prova contraria? L'opposizione ha solo esercitato diritti suoi legittimi di opposizione. Smettetela con questa lagna continua che in questo caso sembra echeggiare la sciocca posizione di Giancana in consiglio che voleva mettere a verbale "l'irresponsabilità" dell'opposizione. Ma ci siete o ci fate? A questo punto devo concludere che ci siete. E non è un bene. 

Quello che è successo in consiglio comunale ha dell’incredibile.
Non accettiamo più questi comportamenti politicamente irresponsabili da parte dell’opposizione.
Ci sembra inoltre corretto aggiungere che esulano dall’intervento i consiglieri di opposizione già assenti, quali Di Bella, Campagna, Casablanca, Milazzo, Curiale e Abrignani!

 "Non accettiamo più!" Cioè? In che modo? Arroganti anche se non possono permetterselo!!

"Esulano dall'intervento ..." Dovreste assumere un correttore di bozze per risparmiarci questo penoso italiano.

L'intervento di Giancana.

L'opposizione fa ciò che ritiene giusto e opportuno fare, senza che la maggioranza possa lamentarsene. Lasciate ai cittadini di giudicare chi fa il bene della città. Loro giudicheranno chi ha operato bene e chi no e non è arrivato il momento.


 

Lo ripeto da un bel po' che il vostro solo dovere è di governare e, sembra, che non siate capaci. Potreste farlo se aveste i numeri ma non li avete e sembra che questo problema chiave non vi turbi minimamente. "Noi andiamo avanti". Ma dove? Avevate bisogno di tre consiglieri in più e invece avete nominato tre assessori. Però continuate a sbraitare contro l'opposizione che fa solo il suo dovere, rendere la vita impossibile a un governo che giudica inetto.

Quando avevate la maggioranza che vi ha consentito, all'insediamento, di fottervene dell'opposizione e, persino, dei suoi diritti di fatto, come la presidenza del consiglio, che vi ha consentito, all'inizio, di snobbare l'opposizione che pure allora era puntigliosa e tenace senza che voi sentiste il bisogno di parlare di irresponsabilità, senza che voi sentiste il bisogno di spiegare le vostre scelte, anche quelle arroganti e inopportune, a chicchessia. Muti. Tutti muti, anche Giancana che adesso ci ha preso gusto a parlare. Muti in consiglio e con la città. 

Non sentiste mai il bisogno di coinvolgere, allora, la cittadinanza e l'opposizione nelle vostre scelte. Anzi, arrogantemente, pensaste di non aver bisogno di coinvolgere nessuno e di spiegare niente a nessuno. Ma la ruota gira e l'arroganza si paga. Adesso che avete bisogno di essa, se l'opposizione si rifiuta di collaborare, come vi rifiutaste voi quando non ne avevate bisogno, gridate al tradimento del bene comune, all'irresponsabilità. 

L'irresponsabilità è la vostra che continuate a non rispondere alla domanda chiave; "Come pensate di governare senza la maggioranza in consiglio?" La città ha il diritto di sapere. Ma voi muti sull'argomento. Tutti. Muti, nonostante sia ormai evidente che così non andate lontano. Non riuscite ad approvare una delibera e la maggior parte di quelle che presentate siete costretti a ritirarle per vizi di forma o sostanziali, prestando il fianco ad una opposizione che della vostra inettitudine ha bisogno per farvi cadere. Da qui il vostro nervosismo a fior di pelle, le vostre proteste! Di solito è l'opposizione che protesta e la maggioranza sorride, invece qui la maggioranza protesta e l'opposizione ride. 

Ieri, di nuovo, nulla di fatto. L'unica cosa che siete riusciti a fare, e solo perché mancava il PD per intero, è stato bocciare un emendamento ragionevole presentato dall'opposizione. Un gran risultato. Tutta una mattinata per discutere di un bando che sarebbe stato meglio non presentare per poi rifiutarvi di impegnarvi a non presentarlo ancora. Anche il vicesindaco Foscari ha ammesso che non andava bene, persino Manuzza, con il suo esempio del matrimonio saltato, ha ammesso che era una cosa sbagliata. Manuzza, però, si è rifiutato di accettare quell'emendamento che impegnava l'amministrazione a non presentarlo di nuovo se prima non si regolarizzava la questione della titolarità. Inconsistenza e incoerenza, senso di ripicca. Come i bambini.

Manuzza, che non conosco se non per le sue uscite politiche(?), me lo ricordo per un'altra occasione in cui ha esibito la debolezza dei suoi ragionamenti.

"Ho sentito la Chiara Donà, l'ex assessore, sorprendersi (NdR: Falso. Non si è sorpresa, ha apprezzato) che qualcuno gli abbia regalato dell'olio, gli abbia offerto ospitalità! Io, da Cvetranese gli dico che per noi è la normalità. Noi siamo fatti così, abbiamo il cuore aperto e accogliamo le persone e, probabilmente, senza titoli nobiliari, alla fine abbiamo dei comportamenti più nobili di... di qualcuno.”

Che finezza! Che eleganza! Quanta nobiltà! Quanta falsità in queste parole! Noi siciliani abbiamo il cuore aperto, siamo generosi esattamente come qualsiasi altro popolo al mondo, né un punto in più né un punto in meno. Abbiamo altre usanze, altri modi, ma non siamo migliori. Altro che l'ego della avvocatessa Donà Dalle Rose. Mi chiedo perché noi siciliani amiamo raccontarci queste balle ricorrenti.

Bella generosità quella di chi è pronto a rinfacciartela!

Quale generosità ha dimostrato Manuzza con questa meschina rivendicazione di superiorità della razza siciliana? Cosa ha voluto dire? Che i veneziani non sono come noi? Che gli stranieri, al contrario di noi, sono meschini, avidi e tirchi? Che nobiltà d'animo dimostra Manuzza!


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