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Quando la realtà supera l'immaginazione

 



A Castelvetrano succedono sempre cose strane che non succedono altrove.

Succede che ogni anno i capi del complotto contro Castelvetrano, quelli che vogliono trascinare nel fango il buon nome della città del pane nero, del principe e del filosofo fascista Gentile, i capi di una schiera di complottisti che vanno dagli antipatrioti locali ai pochissimi giornalisti traditori della propria terra, dai media nazionali a quelli internazionali che fanno a gara a fare apparire la nostra ridente cittadina per quello che non è, una città mafiosa, quando invece noi la mafia non sappiamo neanche cosa sia, i capi di questa spectre internazionale che si è prefissa di lordare il buon nome di un piccolo sconosciuto villaggio sperduto nel profondo niente economico e sociale, nel bel mezzo del nulla, i Carabinieri, infangatori seriali, arrestino decine di mafiosi o presunti tali (la mafia non esiste, come possono esistere i mafiosi?).
Succede che in seguito a queste finte operazioni di pulizia si levino voci di protesta da parte dei nostri notabili:

 



L'avvocato Passanante, ex candidato sindaco di Campobello alle scorse amministrative, a una domanda sulla mafia, oltre a quello che si può leggere nella foto subito sopra, rispose:

«Al di là delle vicende giornalistiche, senza le sentenze non mi permetto di affrontare questo argomento. Poi, a Campobello uno può conoscere una persona e magari l'indomani, secondo la procura della Repubblica (NdR: Non secondo me!!) , spunta che è presunto mafioso (NdR: sia chiaro, ho detto "presunto"!). E ci rimani, soprattutto se sei uno che lavoro e poi torna a casa dalla famiglia, senza particolari frequentazioni.»

Lascio giudicare a voi il grado di paura reverenziale, di contorsione prudenziale, di patologica cautela nel parlare di mafia. Giudicate voi quanto è potente e temuta la mafia.



Errante, da sindaco di Cvetrano: «Matteo Messina Denaro non è il primo dei nostri problemi.»


Giovanni Lo Sciuto da membro della Commissione Antimafia: «Sono preoccupato per le sorti di una comunità, già pesantemente fiaccata dalle recenti vicende, già piegata dal marchio di una mafia della quale nessuno nega l'esistenza, ma che invero non ha quelle pesanti propaggini che alcuni vorrebbero far apparire.»



L'ineffabile ex assessore che per 20 anni visse di politica, negli anni in cui certosinamente si costruivano le basi del presente dissesto, Francesco Saverio Calcara, rimproverò alla Petyx di volere usare come slogan antimafia la frase "La mafia fa schifo!". E sapete perché? Perché «quella frase – la mafia fa schifo – campeggiava a Palermo in centinaia di manifesti commissionati da un presidente di regione che poi si fece qualche annetto di galera per concorso esterno con la criminalità organizzata.»

 Una considerazione da uomo "preculturale". 

Come dire che non si devono più pronunciare le parole "Ti amo" perché anche i bugiardi le dicono!


E la rimproverava perché «... l’antimafia si fa con i comportamenti, con i fatti concreti e non con le goliardate demagogiche e che, in ogni caso, eri nel posto sbagliato.»

Con i comportamenti e i fatti concreti che lui non si è mai sognato di mettere in atto e l'unica cosa che sa fare "contro" la mafia è minimizzarne la portata! Nel posto sbagliato? La capitale della mafia che ha dato i natali al capo di cosa nostra, che ha visto arrestati ormai centinaia di cittadini per mafia, sarebbe il posto sbagliato?

E, poi, ancora:

«Pensi davvero che Castelvetrano sia la capitale della mafia...quando oggi gli interessi di cosa nostra, (gli) “affari” si gestiscono per via elettronica e hanno probabilmente la loro sede nelle capitali della grande finanza?»

«Questo e altro avrei voluto dirti, cara Stefania, ma, ovviamente, parlando io un passabile italiano, e argomentando fuori dalla vulgata, la mia intervista, come già in passato, sarebbe stata inesorabilmente tagliata.» Che presunzione, che arroganza vuota, che supponenza! Ah! se avessi intervistato me, invece di quei «due rincoglioniti che miseramente nicchiavano, quei quattro stronzetti di paese che ti seguivano con la macchina» io sì che ti avrei messo in riga con il «mio Italiano fuori dalla vulgata».





Questa gente che ci ha amministrato negli anni non sanno fare di meglio che minimizzare e nascondere una verità nota a tutti e gravissima per le ripercussioni che ha sul nostro territorio in termini di economia, di corruzione e di amministrazione della cosa pubblica. Gente che davanti alla mafia, al fenomeno mafioso si nasconde e gioca con frasi trite e ritrite della negazione della mafia.

Tutti a scagliarsi contro la Petyx e compagnia, ché non costa niente, in nome della tesi che c'è in atto un complotto planetario contro il buon nome di Cvetrano.



Poi venne lo scioglimento del comune, indovinate perché?, per mafia.

 


E ditelo che anche voi, Ministro dell'Interno, Commissione antimafia e compagnia bella, siete prezzolati dalla spectre planetaria contro il buon nome della città!

Signori ma “pensate davvero che Castelvetrano sia la capitale della mafia... nell'era di internet?”.

Anche di fronte a questo provvedimento duro e pesante si sollevarono proteste e i minimizzatori prezzolati cominciarono a dire "Vogliamo le prove", "Non è vero", mentre un consigliere intercettato diceva che si sarebbe fatto 30 anni di galera per Matte'. Però non scrivevano a destinatari specifici come con la Petyx.

Francesco Saverio Calcara non scrisse lettere aperte al ministero, al presidente della repubblica. Errante dovette rassegnarsi ad ammettere che Matteo era, forse, il primo dei problemi e Lo Sciuto magari sarà rimasto del parere che "La mafia non è poi quella cosa che alcuni vogliono fare apparire".

 

 

 


Però una lettera all'allora ministro Salvini qualcuno la scrisse, l'ex candidato sindaco che con lo scioglimento vide troncate le sue ambizioni politiche, Perricone.

Durante il commissariamento di Caccamo e dei suoi collaboratori, si prese la briga di andare a spiare i profili facebook privati dei commissari, i loro "Mi piace", i loro post, le loro condivisioni e rimase talmente inorridito e sconcertato che sentì il bisogno prepotente di scrivere a Salvini per informarlo che i commissari criticavano lui, il ministro, e che erano, in buona sostanza dei "comunisti".

Cose che succedono a Cvetrano!!

 






Ma il massimo della stranezza si ebbe subito dopo una lagnanza che, in una intervista in tv, aveva espresso il commissario Caccamo: «Una commissione straordinaria, che oggi rappresenta lo stato, rappresenta l'istituzione sul territorio, non viene vista di buon occhio. La realtà di Castelvetrano è un po' più peculiare. Quella diffidenza iniziale non si è trasformata nell'auspicata collaborazione. Purtroppo, non penso che sia una questione di diffidenza, oramai, ma, probabilmente, proprio di cultura».

 

 

 

Apriti cielo! «La Castelvetrano che si ribella e reagisce… all’etichetta di mafia» titolava qualche giornale. Un altro «Castelvetrano si ribella ai pregiudizi: “Non siamo tutti mafiosi”». La bufera sulle parole di Caccamo non fu innescata solo sui social da buontemponi superficiali.

 

 

 

No, si ribellò anche la Cvetrano cosiddetta "bene", certi notabili con ambizioni politiche e il sempreverde Francesco Saverio Calcara, naturalmente, i quali si precipitarono a riunirsi in un comitato cittadino, che fu poi stabilizzato con il nome di Orgoglio castelvetranese, che subito decise di indire una manifestazione, un corteo che riaffermasse la dignità e l'onore di cittadini ingiustamente etichettati come mafiosi per il solo fatto di essere castelvetranesi. "Addirittura saremmo portatori di una cultura mafiosa?" Questa è una cosa indegna, non si può condonare una simile accusa.

 

 

#siamocastelvetranesinonsiamomafiosi fu lo slogan del corteo che, poi, di fronte alle critiche del commissario e del presidente della commissione antimafia Fava, fu "riveduto e corretto" - disse Fava - non più contro le parole del commissario ma per affermare il proprio amor patrio, contro la mafia addirittura, senza che ebbero mai il coraggio di adottare uno slogan meno insipido e più forte di quello scelto. Né Fava, né i commissari, pur invitati all'ultimo momento, vollero partecipare a una manifestazione chiaramente contro lo stato.

 



Un favore alla mafia!

Quando la realtà supera l'immaginazione.

A Caccamo, che aveva gestito altri comuni sciolti per mafia, ma, per completezza, anche a tutti gli altri commissari dello stivale, mai era capitato di vedersi organizzata una manifestazione contro, mai nessun paese mafioso aveva avuto l'ardire di manifestare pubblicamente contro lo Stato. D'altronde ci sta! Siamo o no la capitale della mafia, la città natale del capo dei capi? Forse solo qua poteva succedere.

 

 

 


Naturalmente mai è venuto loro in mente di andare al capo dell'acqua, di andare a manifestare sotto la sede dei capi della spectre internazionale che complotta per sporcare il buon nome della nostra amena cittadina, con il pane e l'olio più buoni del mondo, i Carabinieri che, imperterriti, continuano a farlo arrestando decine di persone con la "scusa" della mafia. Un bel sit-in davanti al Ministero dell'interno o a quello della difesa avrebbe il merito di individuare i colpevoli del complotto planetario. Non la Petyx!

La maggioranza che non c'è e l'opposizione bieca

 

 

Questa storia della variazione di bilancio da approvare in consiglio comunale che si trascina da troppo tempo, merita due considerazioni, una sulla natura dell'opposizione a Castelvetrano, l'altra sul futuro di una maggioranza che non ha la maggioranza.

Vediamo il livello morale e politico di chi fa ostruzionismo, al solo scopo di fare un danno alla città. Non c'è ragione alcuna, nessuna, nessuna, per rifiutarsi di approvare una variazione di bilancio che è nell'esclusivo interesse della città. Questo già ci dice la cifra di scelleratezza che contraddistingue l'opposizione tutta nel nostro consiglio comunale.

A fare ostruzionismo bieco e immorale ci sono Bersaglio città, quelli che di recente, assieme alla formatrice di "angeli" Milazzo hanno aderito al pappaVìa di Papania, condannato per abuso d'ufficio in via definitiva, uno che aveva come factotum e autista Filippo Di Maria, meglio noto come lo stalliere di Alcamo, condannato per mafia a più di dieci anni di carcere. Lui, Papania, dicono i giudici che lo hanno risparmiato, "poteva non sapere" "ciò che ad Alcamo tutti sapevano". Da "Il giornale". Bersaglio città con l'ingresso in papaVìa, è passata ufficialmente ad appoggiare il governo fascioleghista di Musumeci. Questo ci dà un'idea della loro collocazione politico-ideologica e del loro livello di moralità. Martire, Viola, Curiale, il massone Stuppia fanno i bulli in consiglio, continuando a pianificare sgambetti alla maggioranza a prescindere dalla costruttività e utilità del loro apporto come opposizione. A loro sembra interessare solo la caduta del governo stellino.

A chi gioverebbe la caduta del governo? Non certo alla città! Castelvetrano ha bisogno di tutto tranne che di un vuoto amministrativo di mesi e mesi, di una campagna elettorale divisiva e logorante, di una riedizione delle candidature farlocche delle scorse elezioni, con il riemergere di insignificanti o loschi figuri in corsa per la poltrona, né di una "normalizzazione" mafiosa più che certa. Gioverebbe solo alla vecchia politica clientelare e alla mafia. La mafia che nello scorso giro di elezioni è stata imprevedibilmente esclusa dal governo della città. Mi si dirà: ma com'è possibile che in un paese in cui comanda la mafia questi stellini siano riusciti a vincere? Presto detto.

I grillini hanno vinto senza l'aiuto della mafia, proprio così! Hanno vinto per caso! Per un caso che si verifica una volta ogni cent'anni, tanto che neanche loro se l'aspettavano. Hanno vinto sull'onda del successo a livello nazionale, un'onda travolgente. Hanno vinto perché prima delle elezioni hanno arrestato il candidato favorito! Hanno vinto perché la vecchia politica clientelare di Obiettivo città non è stata così forte come i 7000 redditi di cittadinanza arrivati a Cvetrano a ridosso delle votazioni. Hanno vinto perché venivamo da due anni di commissariamento, dopo quattro anni di amministrazione interrotta per scioglimento del comune per mafia. Hanno vinto anche, non c'è bisogno di dirlo, per il loro impegno di giovani appassionati e disinteressati. Ecco perché hanno vinto le elezioni sebbene siamo nelle mani ancora oggi della mafia e della massoneria.

Della insignificante fratella d'italia marionetta di un altrettanto insignificante ex candidato sindaco non mette conto parlare.

Meno che mai vale la pena di parlare dell'amorfa figura politica della Milazzo, a cui abbiamo accennato prima, che non si capisce nemmeno se è in grado di pensare in proprio e si mette alla ruota del primo capopopolo che gli risparmi la fatica di pensare e agire. Pure per aderire al PapaVìa senza l'approvazione del presidente del suo partito si è semplicemente accodata a Martire, la volpe.

Il signor Casablanca, che avevo, ingiustamente, assimilato alla Milazzo, è un caso a sé. Questo consigliere si è sempre dimostrato disponibile a collaborare con la maggioranza, senza pregiudizi e preclusioni per il bene della città. È inoltre una persona piena di garbo e mai malevola. Gli chiedo scusa per averlo mal giudicato senza la necessaria conoscenza.

I tre "traditori" del M5S neanche loro sembrano avere alcunché di sostanzioso da offrire alla politica locale che è il motivo per cui nel loro partito d'origine non li valorizzavano,e quest'ultimo è il motivo per il quale se ne sono andati. Una di loro, la Coppola, che non ha gli strumenti culturali per fare alcunché, non sa, inoltre, cosa significhi fare politica in maniera disinteressata e si aggancia a chiunque possa aiutarla a "sbarcare il lunario" viste le vicissitudini della sua sfortunata vita. È passata infatti anche lei al Pappa e Vìa.

Poi c'è quello del "partito dell'amore" e del "Lei non sa chi sono io!"

C'è anche la Ditta che in uno dei primi consigli comunali fece un memorabile discorso spiegando come la proposta di Curiale di ridurre i compensi di tutti del 100%, in linea con la politica di cinquestellini, fosse una grande sciocchezza che avrebbe fatto perdere credibilità al loro ruolo di rappresentanti del popolo, così sconfessando anche la linea politica da anni portata avanti dal M5S.

Un'opposizione di cui vantarsi, di cui andar fieri. Curiale e compagnia bleffando non sono riusciti a mantenere dopo un anno e mezzo la promessa di diminuire il proprio gettone di un niente, altro che il 100%. Questi i politici dell'opposizione.

Mancano quelli del PD che anche loro avevano promesso di contribuire con il proprio gettone al bene della città ma che ancora non ci sono riusciti. Ma se non riescono a fare della cose così semplici come mettere mano alle proprie tasche come pretendono di guidare la città?

I consiglieri del PD, Di Bella e Campagna, anche loro si sono distinti per la loro insensata e sciagurata opposizione all'approvazione della variazione di bilancio, "per motivi politici e tecnici". Non si capisce a che cosa mirino, se questa battagliucola del cavolo abbia dietro un disegno programmatico di più ampio respiro oppure se è una cavolata fine a se stessa, come è più probabile. Non hanno niente da guadagnarci.

Quelli del PD sono, politicamente, pressoché irrilevanti nel panorama castelvetranese, poco più della Milazzo, della fratella d'italia, di Casablanca. Hanno raccattato qualche voto alle ultime elezioni solo perché avevano candidato il fu Pompeo, il quale, gli aveva guadagnato un po' di voti in più ex post. Nonostante questo, non solo il loro candidato, assolutamente inadeguato, ha miserabilmente perso il confronto con gli altri, ma, anche in assenza del partito del candidato sindaco favorito azzoppato dalla magistratura, sono riusciti ad avere solo due consiglieri. Possono solo sperare di essere cooptati in una maggioranza di altri.

Nel 2012 fecero il loro "trionfale" ingresso nelle stanze del potere grazie all'alleanza con il fascista Errante, che si servì di loro e poi se ne disfece. Il PD ex-Ds, ex PCI,ex ulivo, ex-margherita che si allea con i fascisti. Cose da provocare mal di stomaco per l'eternità. Non hanno mai chiesto scusa ai loro elettori di questa scelta suicida e traditrice dei valori e delle idee della sinistra e della storia del PD, soprattutto per la sua parte di sinistra. Mai. Anzi continuano a difenderla. Bisogna essere duri.

Non hanno imparato niente, sembra. Oggi continuano a fare battaglie in nome e per conto di quelli che dovrebbero essere i loro avversari politici, che di lor fanno e faranno un solo boccone. 

Come Milazzo, Coppola, Maltese, il quale voleva un assessorato e adesso si accontenta di fare il portatore d'acqua, Ditta, Abbrignani, Casablanca, anche Campagna e Di Bella fanno i portatori d'acqua del ben più furbo Martire. Si può essere più ingenui di così? 

L'opposizione non è battaglia all'ultimo sangue "Muoia Sansone con tutti i Filistei". Non è "vi contrasteremo fino a farvi cadere da cavallo". L'opposizione è un lavoro serio, di grande responsabilità e al senso di responsabilità l'opposizione deve fare ricorso nei casi come l'approvazione della variazione di bilancio che può solo giovare alla città che amministrano, che non mette in pericolo, né in discussione le loro prerogative politiche. Solo un'ottusa testardaggine, un infantile gioco al massacro può spiegare questo atteggiamento.

Ma il Pd si è già distinto per scorrettezza istituzionale e politica. 

Dopo avere meritoriamente e con senso di responsabilità partecipato al tavolo covid con gli stellini, dopo avere intrapreso una collaborazione che stando alle dichiarazioni di Di Bella stava dando i suoi frutti, si sono accovacciati, dopo avere invitato, dicono loro, la maggioranza a partecipare al bando regionale per somme da destinare alla scuola e agli edifici scolastici, e quatti quatti hanno aspettato che scadesse il termine per denunciare la mancata assegnazione delle somme tacciandoli di inettitudine. 

Fino al giorno prima avevano lavorato allo stesso tavolo per il bene della città. Neanche una mozione formale hanno fatto per verificare che l'iter per partecipare al bando fosse seguito dalla giunta. Non è dovere dell'opposizione far sì che la città non perda un finanziamento?

Neanche una telefonata informale come si fa tra amici, sia pure avversari politici: "Gio', ma le carte per partecipare al bando le avete preparate, presentate?". In fondo era qualcosa per il bene della città. Niente. Silenzio fino alla scadenza dei termini, evidentemente fregandosene se Cvetrano avrebbe perso il finanziamento, interessati solo a cogliere in fallo gli avversari. Solo allora, quando non c'era più rimedio, sono venuti fuori, come degli avvoltoi che aspettano che la vittima esali l'ultimo respiro per saltargli addosso, con un comunicato di denuncia. Anche lì sono stati guidati da considerazioni politiche e tecniche? Peccato e per fortuna che gli è andata male. Se avessero aspettato fino al pomeriggio si sarebbero risparmiati la magra figura. Al bando la maggioranza aveva partecipato e i finanziamenti li aveva ottenuti. Rimane il comportamento infame che ho già rimproverato al PD, senza ricevere mai risposte, come è loro abitudine.

La questione della maggioranza che si trova a battagliare in consiglio senza avere la maggioranza mi sembra a questo punto un problema la cui soluzione non si può più differire.

I cinque stelle devono dirci se si sono stancati e stanno per cedere alle pressioni dell'opposizione e se per qualsiasi motivo giudicano conclusa la loro esperienza alla guida della città, un compito più grande di loro, o se stanno studiando il modo di superare quest'impasse politico che li vede sconfitti ad ogni votazione.

Non possono certo sperare, con questa opposizione meschina, di navigare a vista e di affidarsi di volta in volta al senso di responsabilità di questo o quel consigliere per far passare le proprie misure. 

In politica non c'è orgoglio che tenga. Non esiste da soli o niente! Non esiste "non scendiamo a compromessi". La politica è compromesso. Non sempre il compromesso è diminuente o lesivo della propria dignità. Anche nella vita l'eccesso di orgoglio è un peccato.

Quindi l'attuale amministrazione deve fare di tutto per riavere la maggioranza che gli consentirà di governare, pena la consegna della città nelle mani di un'opposizione indegna!

Se ci sono spazi di trattativa con Casablanca, con la Milazzo, con il PD e persino con i fuggitivi li sfruttino. Se non ci riescono, peccato. Ma almeno si sono impegnati!

Aggiornamento del26 Agosto 2020.

"Ad oggi io non ho visto aperture particolari ma una sorta di avete bisogno di noi e anche se facciamo male alla cittadinanza noi andiamo per la nostra strada" dice un esponente della maggioranza commentando il mio invito a cercare un'alleanza in consiglio.

Ciò che bisogna capire è se "loro" hanno visto da parte vostra "aperture particolari" o se, invece continuano a vedere solo ostilità e muri. Poi, è vero, funziona così; è chi ha bisogno che deve cercare aiuto non il contrario. Perché loro dovrebbero correre in vostro aiuto se tutto quello che ricevono è solo uno sdegnato e falso «non abbiamo bisogno di nessuno, men che meno di voi che siete come gli "altri"»? Nei compromessi, che ci permettono di vivere senza continui strappi suicidi, le due parti devono cedere un po' sulle loro pretese. Quindi lo dico più chiaramente.
Un'alleanza strutturale con il Pd locale sarebbe la scelta più giusta, in cui nessuno perderebbe molto e tutti guadagnerebbero molto. Senza contare che sarebbe in linea con le scelte nazionali del M5S che vede nel PD un alleato anche per il futuro. Voi vi giovereste della indubbia bravura di due persone politicamente in gamba e personalmente oneste, loro avrebbero la possibilità, più unica che rara, di cimentarsi, finalmente, nel governo della città. Vantaggi per i due soggetti politici e vantaggi per la città!
Ma chi sono io per suggerirvi la politica che dovete fare?
Pie illusioni e flebili speranza sono le mie!!


 


Orgoglio castelvetranese, nella sua breve vita, ha fatto due cose. Ha fallito in ambedue!

 

L'"Orgoglio immotivato" nella sua breve vita ha fatto due cose. 

1. La difesa dell'ospedale è risultata fallimentare. 

Anch'io ce la misi tutta per superare l'esame di anatomia, ma fui bocciato. Il professore se ne fregò del mio impegno. Cercai di spiegargli che ci stavo mettendo "la faccia". "Si impegni di più e torni con un'altra faccia", mi disse.

2. L'altra cosa, anch'essa fallimentare ma nello stesso tempo epocale, fu la manifestazione contro lo Stato nella persona del Dott. Caccamo che, all'ultimo momento, cercò di far passare per una manifestazione contro la mafia. Lo slogan qual era? "La mafia è una montagna di merda!"? No! "#siamocastelvetranesiesiamoCONTROlamafia"? No! 

I commissari e il presidente della commissione antimafia si rifiutarono di partecipare a una manifestazione contro la mafia? No! Si rifiutarono di partecipare a una manifestazione contro lo Stato. 

 

Quali che fossero le intenzioni degli organizzatori, di tutti o di alcuni, riuscirono a fare una cosa che mai era successa in un paese sciolto per mafia. Una manifestazione contro i commissari mandati dallo Stato nel nostro comune sciolto per MAFIA! Se doveva succedere poteva solo nel paese di Matteo Messina Denaro. E qual era la pretesa? 

Lo struzzesco #iosonocastelvetranesemaNONSONOmafioso

 


Se anche si volessero dare per buone le rimodulazioni (Contro il commissario, no, contro chi ci infanga, no, contro la mafia) fatte nel giro di due tre giorni dello stesso evento, si può solo sottolineare che anche come anti-mafia orgoglio castelvetranese abbia fallito epicamente. Non si ricorda nessun'altra iniziativa contro la piovra, nessuna raccolta firma per la cattura di Matteo Messina Denaro, nessuno, ma proprio nessun seguito, nemmeno dei pipitìi. Un componente del comitato che sosteneva l'insostenibile, cioè che si fosse trattato di una Manifestazione contro la mafia, alla mia richiesta, tempo dopo, di sapere in cosa consistesse il loro impegno antimafia, mi rispose che "per quello c'erano i Carabinieri!". Mi rispose proprio così! 

Veniamo alla seconda cosa tentata da "gorgoglio", la difesa dell'ospedale.


È stato giusto da parte di Orgoglio Castelvetranese gettare la spugna e riconoscere così la propria impotenza. Forse il nostro ospedale aveva bisogno di altri difensori? Chissà? Certo questi, che pure si sono impegnati, hanno fallito miseramente e si sono arresi, persino oltre il limite massimo. 

Chi si cimenta in un'impresa e ne esce sconfitto in un paese normale ammette con umiltà il fallimento e chiede scusa. Da noi succede che, invece, si auto-celebrano addossando la colpa agli altri, ai cittadini troppo apatici, ai politici. Quali politici? Non dicono. Sanno solo che loro ci hanno messo la faccia e si sono impegnati. E che la colpa del loro fallimento è mia che sto criticando il loro impegno, palesemente insufficiente, che non ci ho messo "la faccia" e che faccio il leone da tastiera. D'accordo è colpa mia. 

Ora, so che fare un ricorso contro il piano regionale sanitario è cosa impegnativa e richiede giorni e giorni di lavoro. Onore a chi ha dedicato il suo tempo e il suo lavoro per una causa comune. Ma mi chiedo cosa abbiano fatto mai di concreto, se non alzare le chiappe per mettersi dietro il banchetto della raccolta firme all'Ospedale, e per partecipare alle inutili riunioni al circolo della gioventù, tutti gli altri componenti del comitato, che adesso vorrebbero passare per eroi, magari per avere messo sul tavolo la propria tessera elettorale, pronti a restituirla, e "pretendono rispetto", come se il rispetto si possa pretendere! 

Va bene è colpa mia che critico. E di tutti quei 32.000 e più concittadini che, impegnati a vivere dolorosamente la loro vita di bravi cittadini, non ci hanno messo "la faccia".

Dall'ammettere la propria impotenza ad autoincensarsi, a proclamarsi gli unici duri e puri, a distribuire colpe a destra e a manca, ("i cittadini non hanno risposto come avrebbero dovuto!", "Le forze politiche non hanno mosso un dito") assolvendo solo se stessi ("Ci abbiamo messo la faccia, noi soli abbiamo difeso l'ospedale e pretendiamo (sic) rispetto") ce ne corre. Il dubbio che, forse, una raccolta firme davanti all'ospedale o una riunione al Circolo della Gioventù non erano sufficienti non li ha mai assaliti? Il dubbio che un ricorso non avrebbe cambiato alcunché senza i santi in paradiso non li ha sfiorati? E quella pagliacciata di raggiungere Musumeci a New York per parlargli dell'ospedale di Castelvetrano rientrava pure nella strategia difensiva dell'ospedale? 

Rispetto a chi critica soltanto, senza "metterci la faccia", come me per esempio, chi decide di scendere in campo per combattere una battaglia impegnativa deve valutare le proprie forze e quelle dell'avversario, deve essere consapevole dei propri limiti oltre che di quelli dell'avversario, e si espone non solo al rischio di una sconfitta sul campo che non può venire condonata, ma anche alle critiche di chi fa altro per mestiere e giudica se stesso non in grado di scendere in campo. Ma chi lo fa ha l'onore, ma anche l'onere, della vittoria eventuale come della sconfitta. 

"Ma noi ci abbiamo messo la faccia, tu, cos'hai fatto?" 

1. Forse ci avete messo la faccia o le facce sbagliate! 

2. Io critico in un posto dove criticare è difficile esercizio di democrazia e libertà, in un posto dove nessuno fiata contro la mafia e contro i notabili che ci mettono la faccia, magari con neanche tanto nascoste mire politiche (Si è visto quando, alle amministrative, Orgoglio castelvetranese fu addirittura costretto ad auto-sciogliersi per "impegni elettorali"). 

In un posto in cui criticare ti mette un sacco di gente che conta contro, e dove criticare non ti porta alcun vantaggio ma solo antipatie. Tutto gratis.

Sicuramente chi critica "non ci mangia"! Chi lecca sì!

Qua ti portano "una cravatta mozzata" non sotto le coperte del tuo letto, ma nel tuo ufficio all'ARS

 

Mi dispiace essere così duro, ma mi chiedo, come si è chiesto lui, Fava, per Antoci, se non è una minaccia "costruita". Di sicuro siamo lontani dalle teste mozzate di cavallo sotto le coperte di coppoliana memoria. Qua ti portano "una cravatta mozzata" non sotto le coperte del tuo letto, ma nel tuo ufficio all'ARS, un posto molto più comodo per un interno.

Sono cresciuto nel mito di Giuseppe Fava, il padre, e della sua rivista "I siciliani" che io comprai dal primo all'ultimo numero, e nell'ammirazione del figlio, Claudio, della cui integrità non dubito. Ma Claudio Fava ha mai davvero costituito una minaccia per la mafia? Che minaccia può costituire per la mafia un'imbelle commissione antimafia, costituita da rappresentanti dei partiti, anche da quei politici, se dobbiamo dare credito alla "teoria" che vuole i partiti e le istituzioni infiltrati dalla mafia, legati alla mafia. Una commissione che indaga senza indagare, che legge solo documenti, che non può contare sulle forze dell'ordine per indagare, perché le indagini vere, giustamente, le fanno solo esse.

Una commissione che tira le conclusioni di queste non indagini che vengono sottoposte a voto. Per il caso Antoci raggiunsero ben tre conclusioni, strafacendo e dimostrando la loro eccezionale produttività. Voto a cui partecipano i politici di cui sopra. Le indagini e le conclusioni decise a maggioranza! Ma solo a me sembra assurdo?

Nel caso Antoci un uomo delle istituzioni che aveva subito un attentato le tre conclusioni, ipotesi, erano l’attentato mafioso fallito, l’atto puramente dimostrativo, la simulazione. La cosa più surreale è che, senza alcun elemento di suffragazione, fanno anche, alla commissione antimafia che lavora pagata da noi, una graduatoria delle ipotesi, affermando che ”L’ipotesi piu’ plausibile e’ quella della simulazione”, e che “Delle tre ipotesi il fallito attentato mafioso con intenzioni stragiste appare la meno plausibile“. Capito? Tipo "La mafia non esiste" E noi paghiamo questi "onorevoli" per fare delle ipotesi, che io, a casa mia, posso fare senza spendere una lira.


Tanto per chiarire cosa intendo dire, pensate che della commissione antimafia fa parte di tutto e di più. Ne fa parte un tizio che risponde al nome di Nicola D'Agostino, al quale, intervenuto in maniera piccata rispetto alle mie crtitiche, ho posto la domanda: È vero che molti politici siciliani sono in combutta quando non al soldo dei mafiosi?


Nicola D'Agostino: Questa è una sua idea. Per fortuna non è così. Altrimenti meglio abolire i parlamenti e la democrazia. Rimane lei con Pecoraro...


Franco La Rocca: Nicola D'Agostino, quindi lei è di quelli che sostengono che la mafia non esiste e però viene pagato per far parte della commissione antimafia? Interessante. E spiega molte cose.

Ne faceva parte anche un nostro onorevole concittadino, l'ex onorevole Giovanni Lo Sciuto, il quale, esordendo con uno scoraggiante "Io non nego che la mafia esista", continua con “la mafia invero non ha quelle pesanti propaggini che alcuni vorrebbero far apparire.” Un componente della commissione antimafia!

In un paese normale uno che ha il compito istituzionale di combattere la mafia che sente il bisogno di dire “Non nego che la mafia esista” lo rimanderebbero subito a casa.

Ecco anche questa è la commissione antimafia e questi sono i personaggi che votano le "ipotesi" che vengono approvate "a maggioranza".


La vicenda di Antoci è illuminante ed è stata sviscerata dalle Iene. E vale la pena di ripercorrerla dall'inizio alla fine, per capire quanto ridicola, ormai, sia questa "commissione antimafia."

È così ininfluente il suo ruolo nella lotta alla mafia che dubito che possa darle fastidio.

E se qualcuno è a conoscenza di un'attività pericolosa condotta dall'antimafia tale da dare fastidio si faccia avanti e parli "adesso o taccia per sempre"!

Chi di dubbio ferisce ... !

 https://tongueofsecrets.blogspot.com/2020/02/la-commissione-antimafia-e-le-sue.html

 

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