Visualizzazione post con etichetta Pubblicato su PrimaPagina. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Pubblicato su PrimaPagina. Mostra tutti i post

L'ultima proposta demenziale. In galera chi non fa la differenziata.


Mi sembra di vivere in un mondo diverso quando sento qualche castelvetranese parlare della nostra città o dei suoi problemi. E mi preoccupo che sia vero e temo per la mia sanità mentale. L’ultima occasione ieri quando ho letto una proposta di Francesco Bongiorno, aspirante politico locale, per risolvere il problema dei rifiuti.
“Mandare in galera chi non fa la raccolta differenziata”. (sic)




Parte da un dato di fatto che, in realtà, non è né un dato né un fatto. Insomma non esiste. Uno che legge quella proposta senza conoscere la realtà di Castelvetrano, penserebbe che nel nostro comune esiste l’obbligo della differenziata al 100% e che i cittadini la sabotano.
Noi, invece, sappiamo che non è così. Ma niente affatto. A Castelvetrano, già dieci anni fa si è cominciato a fare la differenziata con il porta a porta. Quanti cittadini dovevano farla? Il 7 %. La stessa di oggi. Il 93% dei Castelvetranesi non deve fare la differenziata perché hanno detto loro che
non “devono”. Li mandiamo in galera?
Possibile che non mi sia accorto che la raccolta differenziata a Castelvetrano abbia raggiunto livelli che neanche la Germania…? Possibile che io, che abito in una di quelle poche vie (Garibaldi) dove vige l’obbligo della differenziata, non mi sia accorto che, invece, si fa anche nella parallela a Est (Rosolino Pilo)e in quella a Ovest (Denaro). In questo caso non se ne sono accorti nemmeno quelli del comune e della Dusty che continuano a tenere i cassonetti in quelle vie. Forse si fa la differenziata a insaputa del Commissario e della Dusty, e i cittadini, invece si ostinano a buttare i rifiuti nei cassonetti; cittadini, peraltro, incivili perché una volta riempito il cassonetto non si premurano neanche di svuotarlo, e insistono a depositare lì vicino, pensando, insensatamente,  che il Comune o chi per lui si porti via i rifiuti!! Delinquenti. In galera! Perché non portano i rifiuti nelle isole ecologiche appositamente fatte per il fabbisogno di qualche centinaio di cittadini e non per 30.000?

Cosa pensano questi cittadini? Che è compito delle istituzioni responsabili spazzare le strade, organizzare la raccolta differenziata? Non capiscono che il problema dei rifiuti si risolve con un movimento  anarchico e individuale dal basso? Non è organizzata alcuna raccolta differenziata nella loro strada? Ognuno si attrezzi per conto suo, guidato dalla personale idea di come si fa. Non lo sanno che per fare la raccolta differenziata non c’è alcun bisogno di preparazione, programma, predisposizione degli strumenti adatti alla bisogna, compresi i siti di lavorazione delle frazioni dei rifiuti? Per fare la differenziata, si sa, basta separare la plastica, il vetro, l’alluminio, la carta ed è fatta.  È così semplice!
Peccato che, a giudicare da quel che succede anche nei paesi molto più ricchi e civili del nostro,  non sia affatto così. È così difficile che si programma e si predispone il necessario a lungo termine . La Germania ha cominciato decine d’anni fa ed è arrivata al 76%. Lì ci sarebbe da mandare in galera un quarto della popolazione, quella che non fa la differenziata.
La galera si propone per i mafiosi che portano rifiuti radioattivi e no nel nostro territorio.
Per gli amministratori disonesti e fors’anche per gli incapaci.
Per questi nostri amministratori regionali che in vent’anni, senza mai trovare il tempo per programmare e fare delle scelte lungimiranti, hanno sempre scelto la dichiarazione dello stato di emergenza per mettere pezze inutili a coprire il dissesto totale. La stessa cosa che ha fatto da ultimo proprio  quello del  “Diventerà bellissima”.
Per quelli che costruiscono viadotti in Sicilia.
Non per dei poveri cittadini che fanno ciò che gli viene detto di fare, aspettandosi che lo Stato, come è giusto, faccia la sua parte.
Ma forse vivo in un mondo diverso!!
Allora avrei qualche domanda.


Perché si vuole mandare in galera me, che disciplinatamente e coscienziosamente per anni ho fatto la raccolta differenziata e che negli ultimi due anni non sono stato più in grado di fare perché la Dusty non la fa più. Plastica, alluminio ecc. che rimangono lì per giorni e settimane. Non si sa mai se l’indomani passano oppure no. E di solito no. Non si capisce perché, se il problema sono le discariche piene – quindi per l’indifferenziata -, non continui a pieno ritmo e a maggior ragione la differenziata. Il sospetto di molti è che la raccolta differenziata, almeno negli ultimi due anni, è stata tutta una finta. Per questo in passato ho proposto all'amministrazione, per fugare qualsiasi dubbio e rafforzare la fiducia dei cittadini, una “gita culturale di controllo democratico” ai siti di lavorazione dove si portano la plastica ecc. Chissà se mai ce la organizzeranno. Mi accontenterei che la gita la facesse il commissario Caccamo che poi riferirebbe. Mi fido.
Da dove è nata quest’idea del mandare in galera i cittadini che non fanno la differenziata? 
Se ci sono, chi sono? Quanti sono? Sono nelle tre strade dove c’è l’obbligo?
Sono nelle altre strade (il 93%)? Facciamoli i nomi di questi che dovrebbero fare la differenziata e, invece, non la fanno e mandiamoli in galera, dux dixit.
Insomma c’è qualcosa che io non so e che, come cittadino, dovrei sapere? 
Ditemi!!
"Sai solo criticare!" mi ha accusato l'autore della proposta demenziale. La critica è di per sé propositiva: "propone" che della cosa criticata non si faccia nulla perché è una boiata.
Non basta fare proposte per iscriversi di diritto alla categoria dei "fattivi", dei "propositivi" e non a quella dei "criticoni" come me, se poi le proposte sono delle sonore minchiate e qualcuno deve pur sempre esserci a controllare le boiate!




P.S. Oggi, giugno 2018, lo stesso aspirante politico ci comunica su facebook che lui di sua iniziativa, da oggi, farà la raccolta differenziata, perché "Che ci vuole a fare la differenziata?" OMG!

Vorrei vivere in un Stato dove non fosse necessario fare le cose inutili.

 Lo Stato, che ha 2.283.000.000.000 di debito pubblico riesce a trovare e farsi prestare per il nostro Comune sei milioni di euro, soldi dei risparmiatori italiani, dalla CDP, la Cassa Depositi e Prestiti, per ridurre in macerie 170 case abusive. Questo non è un paese mentalmente sano.
In teoria lo Stato si limiterebbe ad approntare questa somma che, poi, si farebbe restituire dai proprietari delle case demolite.
Abbiamo già visto questo film dei soldi restituiti dai proprietari per demolire le 
proprie case. Facendo un semplice conto sarebbero più di 35.000 euro a unità. 
Io non le pagherei neanche sotto tortura.
Non ho mai avuto, non ho e non avrò 
mai una casa a Triscina né ho parenti o amici che 
abbiano una casa abusiva, a scanso di equivoci.
Il risultato sarà che lo stato spenderà i soldi di tutti i 
contribuenti, anche quelli miei, che non ho casa a Triscina.
 Ai fanatici dal cervello in bianco e nero de "La legge è legge" 
ricordo che la legge prevedeva un piano regolatore 
ecc. ecc., ma nessuno è stato punito. E quando la legge punisce solo i più deboli, i cittadini, e non anche i correi non è giustizia. 
E quando si tratta di 
giustizia il "sempre meglio che niente" non funziona. Poi la legge non è giusta solo 
perché è legge. Possiamo dire che la legge Fornero è sbagliata? O mille altri 
esempi?
 Il nostro valente giornalista Egidio Morici sostiene che non si può dire che quei tre milioni potrebbero essere spesi 
per altro, io direi in maniera più "costruttiva", perché sono destinati
esclusivamente a quello scopo. Come se questo rendesse meno grave la scelta. 
Non mi risulta che lo Stato abbia mai pensato di destinare, 
invece, sei milioni di euro (il costo di abbattimento 
delle 170 case "fuorilegge") all'inizio dei lavori per 
dotare Triscina di fognature e condotte idriche per risolvere il problema più grave della borgata e che, 
prima o poi, scoppierà come una bomba ecologica.
E poi, perché, invece di ricorrere alla Cassa depositi, in tutti questi anni non ci si 
è fatti dare quei 35.000 euro dai proprietari? Temo di conoscere la risposta: Eh!, 
sì vabbè, campa cavallo". E come si pensa di averli dopo?
E, infine, lascio la parola al dott. Caccamo. "
Alla domanda di un intervistatore, se questo risanamento a macchia di leopardo 
possa servire a qualcosa, il Dott. Caccamo ha risposto: “Non ha alcun senso. 
L'abbattimento a macchia di leopardo non ha alcun senso.” e però, ha aggiunto, sarà sua premura 
di intravedere la possibilità di un piano di recupero per le zone interessate”. 
Capito? Nonfarà” o “appronterà” o “farà redigere”, magari prima 
dell'abbattimento, 
ma “intravedrà la possibilità” di un piano di recupero, dopo.
E ancora: "Laddove c'è una violazione, 
ci sono degli abusi, soprattutto reiterati 
nel tempo, nei confronti dei quali 
non si è adottato alcun provvedimento, mi pare 
che sia compito principale, soprattutto di chi oggi rappresenta lo Stato a 
Castelvetrano, applicare le leggi e i regolamenti. Un compito difficile ma 
necessario". 
Riepilogando: "È una cosa inutile ma è necessario farlo".

Vorrei vivere in uno Stato dove non fosse necessario fare le cose inutili.

La legge dei sacchetti ritagliata su misura per i ricchi inquinatori.

La cosa che scassa di più le palle è che non ti lasciano scelta. O paghi o paghi!
Non sono, certo, quei due-tre centesimi che, sebbene stra-arricchiranno gli amici di Renzi, ci suscitano istinti "sputerecci". Non ci impoveriranno né ci avrebbero arricchito.
Quando, nel 2010, fu introdotto l'obbligo dei sacchetti biodegradabili ci fu un atteggiamento di comprensione per il legislatore.
Eppure ci  veniva a costare molto più di adesso.
Ma ci sembrava ragionevole che si volesse scoraggiare l'uso di tanta plastica.
Ci sembrò saggio tornare alla vecchia borsa della spesa da usare e riusare.
Siamo o non siamo ecologisti? Forse solo Trump non lo è.
Sgombriamo quindi il campo da facili equivoci, su cui i fanatici sono maestri.
legge sacchetti, renzi, fake news, novamont, legambiente, riuso, inquinamento
Noi  siamo favorevoli a iniziative che vadano in direzione di un ambiente più vivibile, ci mancherebbe. Ma, dio mio, si potranno criticare anche le leggi pro ambiente? O no? Se uno ravvisa nelle modalità di stesura e di applicazione della legge delle cose sbagliate potrà dirlo senza essere accusato di leso ambientalismo? O, forse, basta definire una legge pro-ambiente per blindarla contro ogni critica? Ma l'amore per l'ambiente è esclusiva di Legambiente? L'unica, peraltro, a difendere a spada tratta il governo renzuloni. Le altre associazioni ambientaliste? Se l'ambientalismo fosse una cosa semplice e scontata ci sarebbero così tante associazioni? Così tanti punti di vista sulla stessa cosa?
Noi questo diritto di critica ce lo prendiamo, almeno finché Renzi non si proclamerà duce.
Da quando il ruotafortunista Renzi (ma ha vinto alla fine da Mike Bongiorno?) ha scoperto che le fake news non sono solo le sue, ad ogni critica al suo operato oppone la parolina magica: fake news. Ma lui è proprio insuperabile. E cerca di ristabilire la verità con altre fake-news.
Chi ha fatto della menzogna la sua cifra politica e personale è come il lupo: perde il pelo...
legge sacchetti, renzi, fake news, novamont, legambiente, riuso, inquinamento
Vediamo allora questa baraonda di equivoci creati ad arte dai renzichenecchi.
Qualcuno esprime la sua contrarietà alla legge sui sacchetti? Ecco pronto un post di un ronzino: una spiaggia invasa di plastica (non si sa se biodegradabile o no, ma fa niente) e il commento acido: ecco la vostra plastica non biodegradabile! Come se qualcuno avesse detto di essere favorevole alla plastica non biodegradabile! Se uno è contro la legge è per la distruzione dell'ambiente.
Ci sono poi quelli che giocano sul valore intrinseco di ciò che il cittadino è costretto a pagare: due centesimi. Eh! Come fate per due centesimi! L'ambiente vale molto di più di due tre cents! Si tratterebbe, per loro di una tassa minima e giusta. La benzina aumenta di pochi centesimi per volta e ogni volta sembra che non ti impoveriscano, mentre ogni volta producono ricchezze indicibili per i padroni del mondo, i padroni dell'energia.
Questi due tre cents garantiranno agli industriali della plastica cifre che noi comuni mortali non sappiamo neanche leggere - fino a centomila, un milione un'idea riusciamo a farcela.
Per Legambiente questi industriali che producono, ricordiamolo, plastica, quella stessa che va a finire nelle discariche e negli oceani e nello stomaco di pesci e tartarughe, sembrano dei benefattori dell'umanità. No, sono gli inquinatori del mondo. Sarebbe giusto che un po' della spesa pro ambiente la pagassero loro? No, ha detto il governo renzuloni. La devono pagare i cittadini, solo i cittadini. Ma neanche uno dei due centesimi che costa il sacchetto potremmo fargli pagare? No, solo i cittadini.
Ma, dicono i finti ambientalisti, i sacchetti sono biodegradabili. Svegliatevi! Se fossero
legge sacchetti, renzi, fake news, novamont, legambiente, riuso, inquinamento
biodegradabili perché tutto questo casino per ridurne l'uso? Lo so soltanto io che i sacchetti cosiddetti "biodegradabili" lo sono soltanto al 40, massimo 50%? È per questo che bisogna farli pagare. Per scoraggiarne l'uso. E per scoraggiarne l'uso cosa prevede la legge? Che non si possano riusare!
"Non è vero che non si possono riusare! Questa è una fake news", si affretterano ad obbiettare  legambientisti e renzisti.
Primo, le fake news non possono confondersi con le inesattezze, così come non si possono far passare per fake news le interpretazioni diverse di una legge. Ormai i Renzisti bollano come fake news qualsiasi opinione contraria al governo. Ma le fake news sono false notizie, fatti non veri, non possono esserlo le opinioni o le interpretazioni.
E perché non sarebbe vero che non si possono riusare? Perché, ti correggono, li puoi ancora usare! Sì, oltre che per portare la spesa a casa li puoi ancora usare, sia pure per l'ultima volta, per l'organico o umido. Ah! che grande differenza!
Se, per comprare frutta e verdura mi portassi da casa tre quattro sacchetti lavabili, e li riusassi tutte le volte per la stessa cosa, quanti sacchetti di plastica in meno si immetterebbero nell'ambiente. Devo
legge sacchetti, renzi, fake news, novamont, legambiente, riuso, inquinamento
per forza farvi i conti? Io , dopo un anno, immetterei nell'ambiente quattro sacchetti, vogliamo fare dieci? Facciamo venti! Così come è congegnata la legge io solo immetterei nell'ambiente centinaia e centinaia di sacchetti di plastica sia pure degradabile. Ricordiamola la differenza: quando tu, incoraggiato dal fatto che si chiamano "biodegradabili", consumi due sacchetti è come se ne avessi consumato uno non biodegradabile. Inquini per metà, cioè. "E ti pare niente?", subito obbietterebbero i legarenzisti. Sì mi pare niente. È come l'ubriacone che beve un litro di vino annaffiato, però, con un litro d'acqua pensando così di bere meno. Mi pare niente soprattutto perché questo dimezzamento dell'inquinamento non c'è in pratica, grazie proprio al divieto di riuso indefinito e perché, come già accennato, la falsa biodegradabilità dei sacchetti "biodegradabili", indurrebbe la "ggente" a essere meno attenta. Tanto è biodegradabile!! Come se alla tartaruga importasse se il sacchetto che ingoia e la soffoca sia bio o no. Vuoi mettere morire per un sacchetto bio!
legge sacchetti, renzi, fake news, novamont, legambiente, riuso, inquinamentoSempre per evitare di essere accusato di fake, affrontiamola meglio questa storia del divieto di riuso. Nella legge questo è l'unico punto non chiaro. Sembra che a questa possibilità del riuso si siano opposte fermamente le catene di supermercati mentre «la circolare del Ministero dello sviluppo economico del 7 dicembre 2017 ammette la possibilità di usare borse riutilizzabili, anche se rimanda per il benestare definitivo a un parere del Ministero della salute che dovrebbe valutare gli aspetti
igienici e quelli sanitari». Lasciamo stare il fatto che questo parere si sarebbe potuto avere prima dell'entrata in vigore della legge, mi chiedo quali possano essere i motivi contrari al riuso: improbabili ragioni di igiene? Sono sacchetti che io ho lavato a casa e mi riporto a casa dove li laverò di nuovo. E se anche non volessi lavarli a chi nuocerei se non a me stesso e per scelta. O forse, d'ora in poi metteranno un poliziotto, spero non Paolo Forlani, a impormi la necessaria igiene personale? Non hai lavato il sacchetto biodegradabile! E giù botte da orbi alla Paolo Forlani!
Altra accusa di fake i renzilegambientisti la muovono alla notizia che un'amica di Renzi e del PD si arricchirebbe per questa legge. E quella vera quale sarebbe?
legge sacchetti, renzi, fake news, novamont, legambiente, riuso, inquinamento
Che non è vero che si arricchirebbe solo lei! Una decina d'industrie si arricchirebbero! Questa quindi non è notizia fasulla. Solo incompleta. Ma vaglielo a spiegare ai renzisti così abituati a vivere con le menzogne di Ronzino nel cervello, cos'è vero e cosa no! È vero, non sarebbe solo Catia Bastioli ad arricchirsi con questa legge; ce ne sono un pugno d'altri. Ma è concesso aggiungere che lei, padrona dell'azienda leader in Italia per la produzione di prodotti inquinanti, la plastica, sarebbe quella che trarrebbe maggiore vantaggio da questo scarabocchio di legge alla Renzi?
I legarenzisti, non riesco a capire perché, partono dall'assunto tutto da dimostrare, che a pagare per l'ambiente debbano essere i cittadini.
Vero è che una legge fosse necessaria perché "ce lo chiedeva l'Europa". Ma l'Europa non ci ha imposto di fare pagare il prezzo della sostenibilità ambientale ai soli cittadini e non anche alle catene di supermercati o/e alle industrie che producono plastica, che, bio o non bio, sempre inquinante è! Niente l'Europa ci ha detto sul riuso dei sacchetti. Queste sono cose pensate in autonomia da Renzuloni. E sono queste cose che non vanno a genio a noi che siamo nati ambientalisti, e che vorremmo delle leggi giuste, ma soprattutto efficaci, ma davvero, per "Gaia".
legge sacchetti, renzi, fake news, novamont, legambiente, riuso, inquinamento
Infine, che tristezza vedere Legambiente che va appresso a Novamont. Inedita alleanza tra ambientalisti e inquinatori. Non c'è però tanto da meravigliarsi. Basta osservare come i patrocinatori dell'ambiente sembrano essere, ormai, le industrie che più inquinano, che, al costo di milioni di pubblicità, si ripuliscono l'immagine e la coscienza. E ci tocca sentirci dare lezioni di ecosostenibilità dalle industrie che producono sostanze inquinanti. Sono tutte per l'ambiente. Come no!

In Germania la monnezza non puzza.

La differenziata è tra le cose più difficili da fare. Infatti viene alla fine di un lungo percorso fatto di sensibilizzazione, educazione, istruzione, organizzazione. È così difficile che di solito le amministrazioni si pongono obbiettivi di parziale avanzamento nel corso di diversi anni. Invece sento molti che propongono la raccolta differenziata direttamente ai cittadini attraverso il loro profilo facebook che raggiunge sì e no qualche decina di persone. 
Non credo che si possa confidare per un compito così complesso nel "volenteroso" volontarismo di alcuni cittadini sensibili alle questioni ambientali e istruiti. Differenziamo, differenziamo, differenziamo. 
Certo, ma siccome per arrivare al 90 per cento di raccolta differenziata ci vogliono degli anni, intanto che facciamo? Invece sembra che se una mattina 10000 cittadini si alzano animati di buona volontà, grazie all'appello diramato attraverso FB, possano risolvere il problema dell'immondizia a Castelvetrano.
Vista variopinta di notte di una pianta
di incenerimento dei rifiuti moderna a
Oberhausen.
Semplice, no? Nient'affatto. 

Se anche fosse vero, vi immaginate 10.000 persone che ogni giorno si recano dietro la stazione di servizio di viale Roma, che neanche i commissari hanno avuto il coraggio di indicare come soluzione agli abitanti a cui hanno consigliato, invece, di tenersela in casa la mondezza. 
Quanto costerebbero in termini di tempo, di benzina, di rottura trecentomila viaggi al mese  in macchina all'isola ecologica, invece dei pochi mezzi della Dusty che girino porta a porta. Perché si arrivi alla raccolta differenziata al 100% vi sono dei passi intermedi e preparatori da cui non si può prescindere. 

Appellarsi alla buona volontà e alla sensibilità dei cittadini per cominciare subito la differenziata è come dire "cominciamo dalla fine", come cominciare lo studio della matematica invece che dai numeri dalle derivate. Senza contare che se vogliamo instaurare una democrazia diretta non è questa la strada. 
A proposito qualcuno mi sa spiegare cosa fa la Dusty quando non può portare i suoi camion di indifferenziata alla discarica? Se è solo un problema di discarica, perché la raccolta differenziata non fa il suo corso? Invece non funziona la differenziata né l'indifferenziata. Non sarà perché, come pensano i maligni, la differenziata va pure in discarica?


Il termovalorizzatore 

di Bremerhavener
in Germania
Nel corso degli anni che serviranno per arrivare al 100% di differenziata a Castelvetrano bisogna approntare strumenti alternativi. Pensate che in Germania, dopo anni e anni, sono al 65%.
Ma in Germania funzionano i termovalorizzatori, che non sono quei mostri inquinanti che qualcuno ritiene.In quel paese arrivano tonnellate e tonnellate di rifiuti da Francia, Inghilterra, Danimarca, Svezia. 18 milioni di tonnellate l’anno da Paesi Ue ed extra Ue. Li portano nelle loro fabbriche di riciclaggio e ricavano oro dai rifiuti altrui.

Castelvetrano




 

Dai rifiuti producono energia: nella centrale MHKW 
Rothensee una città del Magdeburgo a pochi chilometri da Berlino, una delle numerose centrali elettriche sparse sul territorio tedesco, i rifiuti urbani vengono trasformati in energia elettrica. La sola centrale di Rothensee produce energia per circa 50.000 case. La cenere che rimane dopo la termovalorizzazione la usano per il manto stradale. In Germania non fanno barricate contro i treni che portano rifiuti da tutta europa. Le barricate contro i termovalorizzatori le organizzano in Italia la mafia e la camorra che hanno il monopolio dell'immondizia sia quella normale che quella speciale.


E così succede che si protesta contro lo stato che vuole costruire inceneritori, mentre nel contempo a nostra insaputa il nostro territorio è da tempo immemorabile cimitero di rifiuti speciali, su cui la mafia, lei sì, fa affari.
Inceneritore di Bremerhavener,
Germania
In Germania ci sono più di settanta termovalorizzatori. 
Sono sicuri, non creano problemi di natura ambientale e sanitaria, ed eliminano i rifiuti in un modo utile e fruttuoso.
Senza andare lontanissimo, a Brescia "lo stabilimento della "ASM Brescia" non solo tratta quasi 760.000 tonnellate di rifiuti annui ma produce 510.000.000 di chilowattora elettrici netti equivalenti al fabbisogno di 170.000 famiglie! Inoltre produce anche riscaldamento: attraverso 523 km a doppia tubazione allaccia oltre 15.000 edifici servendo circa 130.000 abitanti! Tutto questo con un'emissione di polveri nell'aria bassissima: addirittura 20 volte inferiori a quanto stabilito dalle norme europee (che sono le più severe al mondo) e dalle norme italiane (che sono le più severe d'Europa)". Marco Montagna

Castelvetrano

Sembrerebbe che non esista in Germania, né a Brescia, il fenomeno molto diffuso in Italia del NIMBY - Non vicino casa mia! Not In My Back Yard!
Nessuno in Italia vorrebbe, sembra, un termovalorizzatore nel proprio territorio. 
Le scorie radioattive sì ma l'inceneritore no!! 


Io lo vorrei un termovalorizzatore a Castelvetrano. Ci porterebbe energia, soldi e lavoro.

Ryanair nuoce alla tua salute. Commissario Caccamo non avalli questo scempio.

 Leggo stamattina, 3 Ottobre2017, su "Trapani oggi", che si sono riuniti i sindaci (anche il nostro commissario Caccamo?) della provincia di Trapani per decidere sul destino dell'accordo di "co-marketing", altrimenti inteso come "accordo truffa", con Ryanair per il fallimentare aeroporto di Birgi (16 milioni di debiti). È da tempo che scrivo contro questa mostruosità giuridica e economica. Non sarò mica il solo ad avere a cuore la sorte dei soldi che noi cittadini paghiamo per questo sconcio? Spero che il nostro "Sindaco" Caccamo non voglia avallare questa politica di spreco del denaro pubblico, e abbia, invece, il coraggio di segnare una discontinuità rispetto a una politica clientelare e sprecona.



I comuni della ex provincia di Trapani, insieme con Airgest e Camera di commercio di Trapani, pagano ca. 2.000.000 di euro l'anno (di cui 200.000 è la quota di Castelvetrano) alla società pubblicitaria della Ryanair, la AMS, per promuovere il nostro territorio sul sito di Ryanair. Dal sito Ryanair il fatidico link "Scopri Trapani", che dovrebbe finalmente svelare la promozione, profumatamente pagata da noi, allestita da questa fantomatica AMS, società pubblicitaria di proprietà di Ryanair, ti porta al sito di Airgest, il committente della pubblicità. 
Si potrebbe ridere se non ci fosse da piangere. Paghiamo per "niente".

Tutto questo in un'area dove ci sono due aeroporti a 100 chilometri di distanza.
Speriamo che i nostri commissari non scelgano di continuare questa sciagurata politica di spreco del pubblico denaro che serve solo a riempire le tasche di Ryanair e un pugno di avidi locali. Solo un motivo di campanile può giustificare l'esistenza di due aeroporti a 100 Km di distanza. È una cosa da folli. E infatti l'Airgest, la società che gestisce (?) Birgi sta affogando nei debiti (16.000.000 di Euro) che, prima o poi, indovinate un po', dovremo pagare noi cittadini.

È così che si portano al fallimento gli enti locali, con questo tipo di politica clientelare. Non è stato mai fatto uno studio per verificare la convenienza economica del co-marketing, una truffa ai danni della concorrenza.
Si sono forse fatte analisi SWOT? Si sono valutati, cioè, i punti di forza, di debolezza, le opportunità e le minacce dell'investimento?
Questi misteriosi “studi” sono stai mai confermati da bilanci e analisi delle ricadute?
Le ricadute per la società aeroportuale, per il turismo, per l'industria e il commercio del territorio? Dove sono i riscontri economici?

Cosa ci guadagniamo, ad esempio, noi cittadini di Castelvetrano?

Come vengono calcolati questi guadagni?  

Quanto ha pagato finora il comune di Castelvetrano per Ryanair? 
Quanti turisti sono arrivati a Castelvetrano direttamente dall'aeroporto di Birgi? 

Si è favorevoli al rinnovo dell'accordo di co-marketing? 
C'è proprio bisogno? È veramente utile che Castelvetrano abbia due aeroporti alla stessa distanza? È un lusso che possiamo permetterci? 
Qual è il vantaggio di Birgi per un castelvetranese?
Ma, soprattutto, considerando che il target della compagnia aerea è un segmento di clientela, che gli addetti ai lavori identificano con quello dei "morti di fame", come posso essere io, quale ricchezza potranno mai lasciare, anche solo ipoteticamente, sul nostro territorio questi poveracci e incolpevoli utenti Ryanair
 Non si pagherebbero, con quella cifra (200.000 euro per Castelvetrano), quattro “Moni Ovadia”, come per “i” teatri di Marsala, per avere delle stagioni teatrali come palco comanda?

Demolire le case di Triscina non è una priorità ed è inutile e costoso.

triscina, abusivismo, case abusive, abbattimento, ruspe, caccamo, castelvetrano





In un comune sull'orlo del fallimento, dove la comunità tutta subisce una spaventosa crisi occupazionale, in particolare giovanile, dove negli ultimi 5 anni ci è stato ripetuto che non c'erano soldi per nessuna cosa.

Dove la popolazione è costretta a vedersela con le difficoltà tipiche di un posto abbandonato a se stesso, con sacche ampie di disagio economico, sociale, di criminalità. 
Dove non c'è più, da moltissimi anni ormai, il perno dell'economia locale, l'agricoltura. Niente rimane del comparto vinicolo andato in malora,  nemmeno le Cantine sociali che tutte, nel tempo, sono miseramente fallite senza lasciare alcun segno di eccellenza da potere sfruttare commercialmente.
triscina, abusivismo, case abusive, abbattimento, ruspe, caccamo, castelvetranoNon ci è rimasta neanche la Nocellara del Belice. Fonte di qualche guadagno per i commercianti e solo di problemi economici per chi le olive le produce. Ormai la preoccupazione dei piccoli e medi ulivicoltori è di non straperdere. Non guadagnarci un centesimo è la certezza.

Dove tutti, a parte insegnanti e impiegati statali e comunali, per campare, non trovano alternativa all'avventura di aprire un negozio, che di solito si conclude con un totale fallimento. Un posto dove tutti cercano di vendere e nessuno compra, tanta è la povertà.

Dove non si riesce a trovare due o quattro imprenditori che con il loro supporto permettano alla antica e gloriosa squadra di calcio locale di svolgere un campionato di serie D, traguardo notevole da anni ambito e finalmente raggiunto e subito andato in fumo.

triscina, abusivismo, case abusive, abbattimento, ruspe, caccamo, castelvetranoIn un comune che, pur essendo al centro di un'area ampiamente popolata come la Valle del Belice, non riesce a conservare degli standard minimi di qualità al proprio Ospedale civico, anch'esso antico e glorioso, il quale sembra sempre sul punto di essere “tagliato” e dove si fa fatica a gestire l'ordinario e, peggio, il pronto soccorso.

Una città dove interi quartieri vengono sommersi dall'acqua quando piove forte.

Un paese dove non ci si può più permettere le luminarie di Natale, né sagre, né feste, né eventi culturali, né mostre.

Dove un po' di “quei soldi che non ci sono” vengono trovati solo per processioni, sfilate storiche, chiese e associazioni religiose. Dove queste ultime spese sembrano l'unica cosa utile che si possa fare. Perché nella nostra situazione di estremo degrado solo a Dio e alla Madonna possiamo rivolgerci.

Un posto che ha mille potenzialità e nessuna attualità, dove non si hanno soldi per tenere pulite le nostre magnifiche spiagge, dove non ci sono soldi per promuovere adeguatamente una ricchezza che in altri posti avrebbero subito trasformato in una gallina dalle uova d'oro, che si chiama Selinunte e che, per essere tenuta pulita o qualcosina di più, forse, deve sperare che qualcuno scelga un certo vino e non un altro.


triscina, abusivismo, case abusive, abbattimento, ruspe, caccamo, castelvetrano
In questo scenario, arrivano tre moschettieri senza macchia
e senza paura, con tutta l'aria di dire,
a giudicare dai primissimi interventi,
“Adesso ve la facciamo vedere noi, pugno di evasori e abusivi”.
E che cosa fanno prima di qualsiasi altra cosa?
 La cosa più importante, sembrerebbe, e risolutiva?


La cosa urgente, per i tre moschettieri, che speriamo non diventino dell'apocalisse, è stata di contrarre un mutuo a nostro nome, che cioè pagheremo tutti noi, anche quelli che non abbiamo la casa a Triscina.
Un mutuo da tre milioni di euro per abbattere, senza conchiudere un bellissimo niente, le prime 170 case abusive definitivamente accertate di Triscina.
Alla domanda di un intervistatore, se questo risanamento a macchia di leopardo possa servire a qualcosa, il Dott. Caccamo ha risposto: “Non ha alcun senso. L'abbattimento a macchia di leopardo non ha alcun senso.” e però, ha aggiunto, sarà sua premura “di intravedere la possibilità di un piano di recupero per le zone interessate”. Capito? Non “farà” o “appronterà” o “farà redigere”, magari prima dell'abbattimento, ma “intravedrà la possibilità” di un piano di recupero, dopo.


triscina, abusivismo, case abusive, abbattimento, ruspe, caccamo, castelvetranoQuindi una spesa enorme e inutile, a dire del commissario stesso.
E tutte queste tragedie, tra famiglie colpite e spese inutili e mancate iniziative fruttuose, perché?
Perché il dottor Caccamo ha intenzione di dare un segnale forte al territorio di Castelvetrano! Evviva. “Voglio precisare – dice Caccamo - che la commissione si trova a Castelvetrano per rispettare e far rispettare le norme di legge. Laddove c'è una violazione, ci sono degli abusi, soprattutto reiterati nel tempo, nei confronti dei quali non si è adottato alcun provvedimento, mi pare che sia compito principale, soprattutto di chi oggi rappresenta lo Stato a Castelvetrano, applicare le leggi e i regolamenti. Un compito difficile ma necessario".
Adoro le cose "senza senso" ma "necessarie"!


triscina, abusivismo, case abusive, abbattimento, ruspe, caccamo, castelvetrano

Io capisco che il prefetto Caccamo è venuto a Castelvetrano perché il nostro comune è stato sciolto per mafia e che lui ha un certo ruolo consequenziale. Quello di ristabilire la legalità. E che, in fondo, lui è un semplice esecutore di ciò che nelle “alte sfere” si aspettano.
Nell'agenda amministrativa dei commissari che hanno solo diciotto mesi di tempo per rispettarla, si saranno stabilite, certamente, delle priorità. Sono queste?


Io penso convintamente che, non solo l'abbattimento delle case a Triscina non sia “la” priorità, ma che non sia affatto una priorità. Noi Castelvetranesi non ci svegliamo al mattino col pensiero rivolto a quelle 170 case di Triscina e in preda all'ansia di sapere quando, finalmente, le abbatteranno. Per Castelvetrano  non cambierà niente in meglio. Il lungomare non si potrà fare lo stesso e nonostante i miliardi spesi rimarrà un paese senza rete idrica e senza fognature. Cambierà solo per quei disgraziati, vittime delle contraddizioni delle leggi che permettono a una casa di stare sulla spiaggia e a quella accanto no.


triscina, abusivismo, case abusive, abbattimento, ruspe, caccamo, castelvetrano
C'è forse qualcosa o qualcuno che nelle “alte sfere” preme il commissario in tal senso? Altrimenti non mi spiego come si possa mettere in cima alla lista delle cose da fare la distruzione di un pugno di case.

Quello che gli rimprovero è proprio questo, di essere un mero esecutore. Potrebbe metterci qualcosa di suo e del suo cuore e affrontare le problematiche della città con un cipiglio meno marcato e con un po' di saggezza.

P.S. 8 Maggio 2019. Fu uno dei primissimi provvedimenti dei commissari e io ne rimasi sorpreso, per tutti i motivi sopra esposti. Pensavo che, invece, avrebbero potuto concentrarsi su misure e problemi più urgenti e necessari, che non l'inutile abbattimento delle case di Triscina.
A scanso di equivoci, non volevo dare nessuna colpa ai commissari, che sono mandati a sanare situazioni difficili e hanno margini di manovra, immagino, limitati nella loro azione. Le colpe sono e rimangono degli inetti amministratori che, negli ultimi trent'anni, hanno malamente gestito il problema senza mai riuscire a risolverlo diversamente.
In questi giorni di Maggio ho scritto ancora spiegando il mio pensiero su Triscina e vi rimando a quella nota se ne avete voglia. Questo è il link

Ah!,ai miei tempi!

C'è quest'idea, non nuova (il mito esiodeo dell'età dell'oro o della genesi dove in principio tutto era perfetto), che il presente sia peggiore del passato. "Ah!,ai miei tempi" è una frase che si sente ripetere soprattutto ai vecchi come me, ma non solo. Sento persino venticinquenni usarla.
Era una frase usata dai vecchi di quand'ero giovane. E le accuse che venivano rivolte ai giovani erano uguali uguali a quelle che i nuovi vecchi fanno ai nuovi giovani.Ma che musica ascoltano? Non c'è più l'educazione di una volta! Sono troppo casinisti. Dissacratori. Troppo disinibiti. Poco impegnati (questa accusa la fanno i sessantottini). Poco studiosi, anche perché pure la scuola "non è più quella di una volta"; "ah!, gli insegnanti di una volta."
La musica per i vecchi di quand'ero giovane era "il bandolero stanco scende la sierra misteriosa. Sul suo cavallo bianco..." (Il tango delle capinere")  e "Mamma tu compri soltanto profumi per te..."  Naturalmente non c'è bisogno di essere musicologi per capire quanto quelle accuse fossero infondate.
I vecchi di oggi, oltre a quelle accuse sempiterne, ne fanno anche di più moderne. Secondo loro la tecnologia, di cui molti  non saprebbero fare a meno, è all'origine del degrado mentale e comportamentale dei giovani.
Non si comunica più come una volta! Anche in famiglia, a tavola tutti lì con lo sguardo sul telefonino.
La stessa identica accusa che facevano i vecchi di sessant'anni fa quando nacque la televisione la quale, subito si conquistò il posto d'onore in casa nel soggiorno e in cucina: e tutti a mangiare con gli occhi incollati alla tv. "Non si comunica più!"

Giovanissima, la scienza dei computer, con l'avvento dei transistor, fece il suo debutto di massa con le calcolatrici ( piccoli computer con programma dedicato alle operazioni aritmetiche) quando io avevo pochi anni. “Ma così i nostri giovani perdono le loro abilità di calcolo mentale” Ah!, ai miei tempi ci facevano imparare la tabellina a memoria” o "Imparavamo tutte le poesie a memoria!" ( Vedi che gran cosa!)

Oggi al tempo dei computer, internet, facebook, motori di ricerca, i vecchi accusano i giovani di essersi impigriti, di non sforzarsi abbastanza nello studio, di copiare e incollare senza troppo elaborare. Come se sessant'anni fa, invece, a noi, giovani di allora, bastasse spremere le meningi, ovviamente di qualità superiore, per produrre elaborati e riassunti e compiti di matematica e di fisica “originali”. Chi era più fortunato e a casa aveva qualche libro, qualche enciclopedia evitava la fatica di andare in biblioteca ma, anche se non incollava, certamente copiava: quelli più volenterosi cambiavano qualche parolina. Proprio come i giovani d'oggi.

“Sono poco impegnati in politica” recriminano i vecchi di oggi che da giovani le attribuivano grande importanza. Era il dopoguerra, la democrazia faceva i suoi primi difficili e turbolenti passi, era tempo di graduali e successive conquiste di diritti civili e sociali, le donne avevano il diritto di votare da pochissimi anni, erano gli anni del boom economico e solo per questo motivo i lavoratori acquisirono diritti prima impensabili. Erano anni di profondi cambiamenti sociali possibili, lo ripeto, perché c'era più ricchezza (Quando la ricchezza diminuisce i primi a risentirne sono le lavoratrici e poi i lavoratori). Ovvio che ci fosse da parte dei giovani più attenzione alla politica!

Oggi è il tempo della disoccupazione, dello sfruttamento intensivo di operai e impiegati che, lavorando più di dodici ore al giorno (come cent'anni fa),  non riescono a portare a casa il necessario per sostentarsi, nemmeno se sono in due, come cento anni fa. Una commessa viene pagata nei locali negozi e centri commerciali, per dodici-quattordici ore e sei giorni la settimana 350-400 euro al mese. E la politica non dice niente e non fa intravedere ai giovani niente di buono. Perché dovrebbero interessarsene se non è in grado di battersi per una società più giusta?

Io, per quanti sforzi faccia, non riesco a ricordare che si stesse meglio di oggi quando ero giovane.
A Castelvetrano le strade non erano asfaltate. Si completarono, poi, nel corso degli anni sessanta.
L'unico svago erano delle sale da bigliardo che servivano anche da rifugio quando si marinava la scuola e la cosa più innocua e raffinata era andare a prendersi un gelato con la panna prodotta dal "Sig. Clemente"(che dio l'abbia in gloria) in via Bonsignore, uno spazio di 2 metri x 2 e tre poltroncine che se eravate cinque...
I giochi erano giochi da strada, da selvaggi, “tavuli cu li roti a pallini”, “lu croccu p'arrubari la racina di supra li camii o li carretti”.  I ragazzini più turbolenti, divisi in bande di quartiere,
si riunivano “a li cumuna” (attuale villa Falcone e Borsellino”) e facevano le battaglie a colpi di pietra, "a pitrati": “l'itria contru li cappuccini”.
Zuffe e accoltellamenti e omicidi erano cosa ordinaria. In molte case negli anni '60 non c'era l'acqua corrente, anche gli impianti elettrici erano in via di implementazione. Non c'erano computer, non c'erano telefonini, non c'era il wi-fi, né gli i-pod. Ma che minchia di vita era?

Eppure c'è chi rimpiange quei tempi, senza riuscire a confessare a se stesso che quello che si rimpiange è solo la giovinezza.

Legalità non sempre fa rima con giustizia. Lettera a Caccamo.


regione sicilia, rifiuti, legalità, legge, giustizia.
Pannella. Sciopero della fame per
la legge sul divorzio


regione sicilia, rifiuti, legalità, legge, giustizia
Il prefetto Caccamo.

 







La civiltà di un popolo si giudica dalla sua immondizia. Se io fossi il sindaco di Castelvetrano, lascerei tutto al mio vice e andrei a incatenarmi davanti a quell'inetto di Crocetta e farei uno sciopero della fame ad oltranza fino a morire se non adottassero i necessari provvedimenti (Nuove discariche? Inceneritori? Termovalorizzatori? Trattamento Bio-Meccanico? Facciano loro!) per togliere l'immondizia dalle strade.

regione sicilia, rifiuti, legalità, legge, giustizia.
Non si tratta di un guasto, nè di un tubo rotto, nè di spreco di acqua,
bensì di un ingegnoso sistema che, appunto, sfrutta la forza dell' acqua che scorre
da un punto ad un altro per ripulire i bordi delle strade da cartacce,
 mozziconi, foglie, e piccoli rifiuti in genere, il tutto senza la necessità
di spazzini o di predisporre il divieto di sosta. 

Non utilizza acqua potabile ma attinge da una rete apposita
di acqua non potabile prelevata dai canali parigini che venne realizzata
a partire da metà ottocendo durante gli enormi 
lavori di modernizzazione
della città
 realizzati da Haussmann su iniziativa di Napoleone III.
http://www.infoparigi.eu/vedere/fogne-egouts-pulizia-strade-parigi.html

 Non si può? Allora non abbiamo alcuna speranza per il nostro territorio e per il suo sviluppo e i cittadini temo facciano benissimo a non pagare le tasse di fronte a questo immobilismo, a questa corruzione (che non è solo mafia), a questa pretesa che i cittadini siano corretti e puliti, tutti vestiti di bianco a sorseggiare un bloody mary, dopo aver pagato le tasse, seduti tra cumuli di rifiuti, in quella giungla morale e sociale che è già la Sicilia e che sta diventando anche una cloaca a cielo aperto. Questo dovrebbe essere il primo problema di fronte al quale qualsiasi cosa passa in secondo piano, anche le regole e le tasse, per non parlare poi dell'abbattimento delle case abusive a Triscina. Milioni di euro buttati al vento che non miglioreranno di "mancu 'n'anticchia" la vivibilità di quel posto, per altri versi, magnifico.
Si tratta anche della nostra salute non solo dei nostri naso e occhi.
Che il Dott. Caccamo si indigni contro chi paventa un tale pericolo con un "Inaccettabile!",
non solo non ci rassicura neanche un po', ricordando Napoli,
ma neanche ce lo rende più simpatico.
regione sicilia, rifiuti, legalità, legge, giustizia
Idropulitrice in azione su
un marciapiedi di Parigi
E invece, dai primissimi provvedimenti che hanno preso
sembrano venire dalla Francia o dalla Germania
questi commissari.

In Germania vige un sistema di welfare che noi in Italia (lasciamo stare la Sicilia) possiamo soltanto sognare per efficienza e efficacia,        i cittadini ricevono servizi più che
adeguati e, tutti, pagano le tasse, persino volentieri, a fronte di tanta funzionalità dello Stato.
È più che comprensibile che lì non si facciano sconti a chi sgarra; suona, lì, come una punizione "giusta".
Sembrano essere venuti con l'improbabile intenzione di trasformare Castelvetrano,      una città economicamente e culturalmente depressa, più vicina alle città dell'altrettanto depresso Nord-Africa, in una Baden Baden.
Con l'idea, forse, che, minacciando, sanzionando, reprimendo,
la nostra città possa diventare "zenith".
Eppure il dott. Caccamo viene da Palermo, il più grande suk d'Italia, non propriamente una Francoforte. Una città dove risultano 6.000 ambulanti di cui però non esiste alcun censimento. Del 40% si sono perse le tracce (andati via, smesso, si sono dati all'ippica?), il resto non ha invece mai regolarizzato la propria posizione.
Ora, io capisco che non si può, da parte di chi amministra, chiudere gli occhi di fronte a tanta illegalità diffusa.

regione sicilia, rifiuti, legalità, legge, giustizia
I tre commissari della città di Castelvetrano
Per districare i nodi serrati del problema ambulanti, però, ci vogliono buona volontà, idee chiare e tanta, tanta pazienza.
Non si può, invece di scioglierli, semplicemente tagliare sotto il nodo. Troppo drastico.
Come drastica e senza senso mi è sembrata la decisione di fermare gli ambulanti per speciose ragioni di igiene (igiene?!?!), e perché nel 2017 nessuno ha pagato la TOSAP.
Mai visto un medico, un ingegnere,
un impiegato statale, un insegnante vedersi togliere il lavoro perchè non paga le tasse.
Se i cittadini non pagano le tasse non gli
si toglie il lavoro rendendo, peraltro, impossibile che le paghino in futuro.

Se non le pagavano quando lavoravano
perché ci si aspetta che le paghino quando non lavorano?
Non si scherza con la pentola dei lavoratori.
Mi sembra un approccio solo punitivo che non lascia speranza. Un approccio da ufficialetti appena usciti dall'accademia che non sanno contestualizzare i problemi.
Per risolvere il problema si fanno i passi necessari con pazienza. Ci si incontra con la parte sociale interessata, si discute di provvedimenti predisposti dagli amministratori, indispensabili per regolamentare una materia che è andata del tutto fuori controllo. E, piano piano, si cerca di risolvere il problema. Non si taglia l'albero alla radice se si possono curare i rami.
E tutto in nome di un malinteso senso della legalità, la quale da sola garantirebbe una migliore vivibilità.
Come se legalità facesse sempre rima con giustizia. Una cosa è la legge, tutt'un'altra cosa la giustizia. Anche quelle razziali del fascismo erano leggi.
Dice il prefetto Caccamo: "Il punto è che al di là della pulizia, non sono mercati regolari. Anche perché i luoghi dove si svolgono non hanno nulla di area mercatale. Non ci sono punti acqua, punti luce, servizi igienici per potere svolgere quel genere di attività. Diciamolo chiaramente: sono attività abusive." Io non ho mai visto a Palermo, a Strasatti, a Marsala, a Mazara, ma neanche a Roma, forse a Milano, "aree mercatali" come le descrive il Dott. Caccamo con punti luce, punti acqua, servizi igienici. Mai. A Parigi e a Londra sì, li ho visti.
regione sicilia, rifiuti, legalità, legge, giustizia.
Pulizia strade a Parigi
Non sarebbe auspicabile che i nostri mercatini, meta, persino, di turisti, fossero dotati di tutte queste essenzialità e utilità? Eccome!! Sarebbe una cosa, finalmente, da paese civile. Ma, dio mio, non è mai morto nessuno perché al mercatino non c'è un punto luce o un punto acqua. E in nome di regole non esattamente vitali non si chiude l'attività di centinaia di persone che, con grandi sacrifici, con quella riescono a portare il mangiare e non tanto altro a casa. Lasciateli lavorare come hanno fatto già per anni senza danni, e, nel frattempo, si faccia un progetto, si individuino i luoghi adatti, si dotino di ciò che è necessario e poi, solo poi, si potranno pretendere le tasse.



Hot spot

le liste ciniche

   

I più letti