O si smette di votare per la politica predatoria - del territorio, della sanità, delle ricchezze - della Destra e si comincia a lottare per un vero welfare sanitario o non avremo mai abbastanza santi in paradiso, mai.

  








    A Castelvetrano i cittadini, sempre sudditi degli spagnoli prima e della mafia dopo, hanno sempre conosciuto la politica "della supplica": 

              "Illustrissimo ed Eccellentissimo signor don Carlo d'Aragon, Principe di Castelvetrano, Duca di Terranuova, Marchese d'Avola, Conte di Burgeto, grande Ammiraglio, e gran Contestabile di Sicilia, Governatore di Milano e Capitan Generale di Sua Maestà Cattolica in Italia ..."

               "Illustrissimo podestà ..."


                "Don Ciccio, vengo umilmente a chiederle ..."

    Poi in democrazia hanno capito che non la conoscenza ma le conoscenze erano la chiave per aprire la porta dei diritti e della corruzione.

    La politica dei "santi in paradiso": "Ma tu 'un canusci a nnuddu a lu cummuni?"


    Sembra che, per risolvere la questione ospedale, il sindaco faccia appello a tutti i personaggi autorevoli disponibili sulla piazza castelvetranese: 

"Mettete da parte le vostre fedi politiche e siate generosi nel condividere le vostre "conoscenze" per il bene della comunità!"

"Canusci a nnuddu a la sanità?"



"Alfano - dice il sindaco Lentini - cu' ttuttu chi canuscìa a lu viciministru di la saluti 'un sappi cunchiuriri nenti"!


    E sembra che altri volenterosi ma confusi cittadini siano della stessa idea del sindaco, dopo aver tifato per anni per la raccolta firme ("Almeno si danno da fare! Ci mettono la faccia!").

    Chiamano a raccolta i potenti, i dirigenti, i politici, "tutti coloro che possono fare qualcosa".

    Il post sotto lo testimonia. 


    Stesso identico campanilistico appello all'unione delle forze sotto una campana per combattere quelli riuniti sotto un'altra! "Pediatria a Mazara? No, grazie!"

    Ma se i santi in paradiso non li avevamo allora, adesso da dove dovrebbero venir fuori?

    Mazara o Marsala hanno più santi di noi.


    O si smette di votare per la politica predatoria - del territorio, della sanità, delle ricchezze - della Destra e si comincia a lottare per un vero welfare sanitario o non avremo mai abbastanza santi in paradiso, mai. 


    Non posso negare che anch'io, tempo addietro, rimproverando agli Orgogliosi castelvetranesi di usare gli strumenti sbagliati e inutili delle firme e della simbolica restituzione delle tessere elettorali, li avevo avvertiti che se non abbiamo santi in paradiso non andiamo da nessuna parte.

Santi in paradiso ne abbiamo? Da questo dipende la sorte dell'ospedale.

 

    Il punto importante non può essere un reparto in più o in meno. 

    È implementare un'idea giusta di sanità per tutti, non di serie B rispetto ai potenti e ricchi privati, che già gestiscono tutta la sanità che "rende".

    Un'idea di sanità diffusa sul territorio sulla base non solo del potenziale bacino d'utenza (lo Stato non è un privato che sulla salute deve guadagnare) ma anche delle comunità isolate e svantaggiate. 

    Ma la destra, attualmente e da 40 anni al governo, non prevede questa politica di welfare.

Altro che santi! 



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