Ancora oggi si agitano, gli Orgogliosi, questa volta in coordinamento con l'azione del sindaco di ricerca di quella autorevolezza finora mancata, e minacciano di occuparsi ancora della "difesa dell'ospedale"

 






Non li possiamo sentire più quelli che da sette anni si agitano scompostamente e, soprattutto, inutilmente. Non li possiamo sentire prendersi meriti e onori per una settennale battaglia FALLIMENTARE. Sette anni di inconcludenza, di errori di sciocchezze (il volo a New York per incontrare il presidente della regione siciliana!!), di raccolte (due! Quando si dice che "perseverare è diabolico) firme destinate all'insuccesso!! Giovanni Lentini sindaco di Castelvetrano a Marzo '24, in campagna elettorale, affermò che fu l'autorevolezza, la mancanza di essa, che impedì ad Alfano di ottenere qualcosa, lui grillino, dal viceministro anche lui grillino per il nostro ospedale.


Strano che non abbia imputato anche agli Orgogliosi, che da sette anni sprecano il loro tempo
e quello di dodici mila castelvetranesi che sono andati a firmare, fiduciosi che quei personaggi, politici e professionisti della Castelvetrano che conta avessero "l'autorevolezza" necessaria, non gli abbia imputato, dicevo, le loro promesse mai mantenute e la loro mancanza di autorevolezza. Lotte di strettissimo respiro, il respiro di una parrocchia e il suo campanile. Battaglie non per un'idea di sanità giusta ed efficace, per una sanità gratuita e per tutti, castelvetranesi e non, ma per un reparto o due in più a Castelvetrano. Non solo campanile ma anche paraocchi di destra. Perché dimenticano sempre di sottolineare come sia la politica di destra, nel cui ambito si muovono questi personaggi, con ambizioni solo politiche - coronare le loro vite al tramonto con la ciliegina di un posto nel proscenio della politica - a distruggere la sanità e con essa 
l'ospedale di Castelvetrano! 


P.S: In realtà sono loro, abituati a gonfiare ciò che fanno, che sostengono che è da sette anni che loro "combattono" per l'ospedale. Non è la verità. Cominciarono ad agitarsi, sempre scompostamente e confusi, contro il commissario Caccamo che aveva osato definire omertosi i castelvetranesi, poco collaborativi, nel corteo da loro indetto, in corsa ridefinito come "antimafia" visto il rifiuto a parteciparvi del commissario e presidente dell'antimafia Fava. Fu solo dopo più di un anno che si sono riciclati in comitato, orgogliosi sì, per l'ospedale. Quindi cinque anni, non sette. Anche se non capisco che gusto provino a gonfiare, cronologicamente, il loro completo fondamento. 
     Ancora oggi si agitano, gli Orgogliosi questa volta in coordinamento con l'azione del sindaco di ricerca di quella autorevolezza finora mancata, e minacciano di occuparsi ancora della "difesa dell'ospedale". Dopo aver dato la colpa del loro fallimento, lo ribadiva l'avv. Franco Messina 
in questi giorni, all'apatia e menefreghismo dei castelvetranesi e dei politici, adesso, con il sindaco, andrà proprio alla ricerca di politici, autorevoli questa volta. Che politici avevano incontrato i gorgogliosi?

    Le partite che si decide di giocare hanno un limite di tempo e anche un risultato. Sette anni? E neanche un repartino? Quando ci si dichiara sconfitti? Mai?

    Personaggi che scendono in campo per risolvere problemi della comunità si assumono la responsabilità di mantenere ciò che promettono e sottoporsi al giudizio di quelli in nome dei quali si muovono. Se falliscono devono fare un passo indietro. Cinque anni di tempo si concedono ai politici eletti. Quanto tempo per gli autoeletti, quelli che si fanno avanti senza che nessuno gli abbia chiesto niente, che "ci mettono la faccia", ? Licenza di fallire indefinitamente?




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