Lettera a un amico, fascista d'altri tempi, quando il suo nemico era l'URSS di Togliatti, ma anche l'America che aveva sconfitto il fascismo. Anti-capitalisti e anti-comunisti erano i fascisti. L'hanno sequestrato allora ed è rimasto là, quando i comunisti togliattiani guardavano all'URSS, che contribuì a sconfiggere il nazismo, come al modello di società comunista e giusta.
Putin, come tutti quelli che l'hanno preceduto, è un oligarca che, insieme ad un pugno di altri ricchissimi oligarchi, governa, all'insegna dell'accumulo capitalistico dei privati e dello stato, un grande popolo che avrebbe meritato ben altra sorte politica, e rappresenta la negazione anche della democrazia.
Tutte caratteristiche che condivide con i fascisti.
Non per niente l'America di Trump, fascista e, tendenzialmente, dittatoriale, si allinea e, anzi, si allea con Putin.
Tutti, e da tempo, hanno capito in che direzione devono guardare i fascisti e i nostalgici. Putin (ma anche Breznev se è per questo) è il faro dei fascisti. È infatti un bel po' che i fascisti della Lega, quelli di Fratelli d'Italia, quelli di CasaFascio ricevono aiuti da Putin che non li lesina neanche ai suoi amici grillini, i quali, infatti hanno la stessa concezione di "democrazia" padronale di Putin. Ormai la simpatia dei fascisti per la Russia di Putin è consolidata negli anni. Solo tu non ti sei accorto che il vento girava e ancora nella tua mente combatti immaginarie lotte contro la Russia "comunista" che non è mai esistita. Ma già al tempo in cui sei rimasto fermo, anche quelli come me, della sinistra dei miei tempi, già allora odiavano come una farsa di uguaglianza e comunismo assomigliando più al fascismo che a una società equa come prometteva il socialismo. Noi, già cinquant'anni fa, scegliemmo l'occidente, la NATO, con Berlinguer! Ci liberammo dalla
cappa che incombeva sulla sinistra italiana, il sospetto che fosse il cavallo di Troia del comunismo russo. e ci alleammo con i paesi occidentali, più simili a noi politicamente e culturalmente.
Non solo i fascisti come il mio amico (ebbene sì, ho amici fascisti e non li rinnego) ma anche i vecchi comunisti si ritrovarono smarcati dalla mossa di Berlinguer e senza riferimenti.
Vedevano quel cambiamento come un tradimento dell'idea di un'indispensabile "dittatura" del proletariato per abbattere lo stato borghese e impadronirsi delle forze di produzione. E continuarono a vagare nella sinistra extraparlamentare dura e pura dei marxisti leninisti. Quelli sopravvissuti vedono in Putin una nuova occasione per quella dittatura agognata, chi se ne fotte se non è del proletariato. E si ritrovano "compagni" e "camerati" insieme a tifare Trump e Putin. È vero che gli estremi(smi) si toccano. Qualsiasi cosa portata all'estremo diventa l'opposto di sé.
Sembra che non tutti i putiniani si riconoscano in questa mia analisi. Ci sono quelli che non sono mossi da pregiudizi o antiche appartenenze. Tifano Putin perché si informano, loro. Sono obbiettivi!!
Caro amico, Giorgia Meloni, Trump, Salvini, Orban, Conte, Grillo, CasaPound tutti tifano per Putin: significherà pure qualcosa!
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