No!
Non basta educare i figli maschi. Educarli a che?
A essere più rispettosi della schiava?
In una società dove i posti di comando, dirigenziali, amministrativi, politici sono riservati agli uomini, dove i CEO, i banchieri, i più ricchi sono uomini;
in una società dove gli uomini e le loro prestazioni di lavoro vengono apprezzati -pagati - di più, dove le donne vengono relegate in casa dedite alla cura della prole o alle professioni tipo "badante", insegnanti, maestre, educatrici, psicologhe;
in una società dove le donne vengono ammirate molto di più per la bellezza che per la testa, dove una donna troppo intelligente, come la Murgia, viene demolita perché non è una bomba sexy, perché è "brutta";

dove la donna ha sempre avuto un ruolo di sottomissione,
di sostegno dell'eroe maschio che la mattina esce a caccia del sostegno per la famiglia;

in una società siffatta l'ostacolo maggiore alla completa emancipazione della donna, come succede in generale con gli "ultimi" della società, è la donna stessa. Il meccanismo è stato studiato da tempo.
La scommessa è rompere il perverso legame che si stabilisce tra la vittima e il suo aguzzino, noto anche come sindrome di Stoccolma, perfettamente espressa da mille esempi di donne che giustificano e difendono i propri abusatori.
Bisogna educare anche le figlie, nella speranza che imparino a evitare i propri aguzzini.
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